Flussi di tempo sospesi negli scatti del leggendario Wim Wenders

Ormai vanno sfacciatamente di moda quegli scatti fotografici col grandangolo, dove l’occhio corre avanti e indietro da un lato all’altro della scena immortalata, respirando cielo, erba e acqua quando si tratta di un panorama catturato al di fuori del mondo urbano, o cemento, operosità e ingegno quando si raccontano i cantieri della contemporaneità. Certo, su tutto è firmato Wim Wenders (Düsseldorf 1945), il nostro approccio è già diverso. Da sempre questo leggendario protagonista del Nuovo Cinema Tedesco accompagna la sua professione di film maker all’attività fotografica analogica, che ama <<non per nostalgia, ma per puro piacere>> in quanto <<può ancora rappresentare la “realtà”>>.

Ed ecco che Napoli, nella sua Villa Pignatelli – Casa della fotografia, ospita, fino al 17 novembre 2013, questi scatti che profumano di atmosfere sospese, intensi e vivi come i fotogrammi che racchiudono in sé lo stallo del movimento, la sospensione di un attimo che prosegue verso l’infinito, il gioco del tempo immobile che non si ferma mai. Dal titolo Wim Wenders. Appunti di viaggio. Armenia Giappone Germania, la retrospettiva ci fa fare il giro del mondo attraverso momenti e luoghi dove si rifugge alla presenza dell’uomo, che si percepisce attraverso la sua assenza, in un lungo e silenzioso flusso di tempo.

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