Federico Barocci alla corte della National Gallery di Londra

È il pittore cinquecentesco Federico Barocci (1535-1621) il protagonista della mostra Barocci. Brilliance and grace, da poco aperta presso le sale della National Gallery di Londra e visibile fino al 19 maggio 2013. Artista marchigiano, nato a Urbino come il suo predecessore Raffaello, ma meno noto al grande pubblico poiché molte delle sue opere non hanno mai lasciato gli altari delle chiese della sua regione, fu un personaggio molto influente nel tardo XVI secolo che seppe coniugare la bellezza del Rinascimento con il dinamismo del Barocco. L’assistente curatore Virginia Napoleone e la curatrice Carol Piazzotta spiegano quanto l’Ultima Cena (1590-99) sia un’opera davvero insolita rispetto alle “ultime cene” della tradizione sia dal punto di vista dello stile, sia dei colori e delle emozioni che ci suscita.

 

«La cosa principale – dice Carol Piazzotta – sono i colori brillanti, c’è una policromia in quest’opera che è totalmente fuori dall’ordinario. Poi c’è il dinamismo: nel cielo dove ci sono quei quattro angeli, e sotto, nel nostro mondo, il mondo mondano, dove tutti i personaggi hanno da fare, sia gli apostoli che circondano Cristo, ma anche questi bellissimi servi che stanno sparecchiando la tavola, che stanno mettendo a posto, lavando i piatti in questi vasi in primo piano. C’è movimento, aria, dinamismo. Non è una tavola lunga con tutti di fronte a noi, alcuni apostoli sono di qui, altri guardano uno da un lato, altri dall’altro. Poi c’è la luce che parzialmente emerge dal fuoco alla destra del quadro, ma che viene anche fuori in un modo molto bello e traslucente dalle porte aperte dietro, dove il popolo del mondo nostro viene a guardare questo spettacolo anche con i bambini in braccio. E’ un’opera molto umana e molto commovente e, in un certo senso, noi ci sentiamo molto inclusi in questa».

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