L’eutanasia di Laura. Anche per l’Espresso «di depressione non si deve morire»

espresso-laura-eutanasiaAnche l’Espresso scrive che «di depressione non si deve morire». Il riferimento è al caso di Laura, la ragazza belga di 24 anni, a cui un’équipe di medici ha concesso il ricorso all’eutanasia. Tempi.it vi ha raccontato la storia tempo fa, pubblicando una lettera aperta alla giovane (Cara Laura, ci sono passata anch’io) e un passaggio di un articolo della giornalista e scrittrice Marina Terragni.

Ora vale la pena di segnalare quanto scritto sull’Espresso in edicola questa settimana dove, nella rubrica delle lettere, una lettrice che si definisce «laica e libertaria» scrive alla giornalista Stefania Rossini per esprimere il proprio sgomento di fronte alla vicenda. «Sono stata depressa anch’io – scrive – anzi lo sono ancora perché la depressione va e torna» e, aggiunge, la decisione dei medici belgi è il segno di una «società impazzita».

Rossini, rispondendo, ribadisce l’impegno dell’Espresso sulle battaglie sui diritti civili, «in passato il divorzio e l’aborto, oggi le unioni gay», ma sul caso di Laura dà ragione alla lettrice. «Nella decisione di quei tre medici, che hanno dato ascolto al desiderio autodistruttivo di una giovane depressa, c’è qualcosa di sinistramente ideologico che ha permesso di interpretare un sintomo come una malattia terminale».


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