Eravamo l’Italia di Pasolini, siamo diventati quella di Travaglio

C’è anche modo e modo di puntare il dito, denunciare, sfidare il sistema.
Si può farlo col ghigno beffardo o con lo struggimento sincero. Col sorrisetto onnisciente o con l’analisi acculturata.
Con gli atti delle Procure o con la letteratura. Con la preoccupazione di smontare o quella di costruire. Godendo o soffrendo.
Sto solo cercando di ricordarvi che ieri eravamo il paese di Pier Paolo Pasolini, oggi siamo quello di Marco Travaglio. Fate voi. L’eroe del giorno è PPP, ucciso il 2 novembre di 37 anni fa. Ci manca.

«Manca sempre qualcosa, c’è un vuoto
in ogni mio intuire. Ed è volgare,
questo non essere completo,
mai fui così volgare come in questa ansia,
questo “non avere Cristo” – una faccia
che sia strumento di un lavoro non tutto
perduto nel puro intuire in solitudine».
PPP, “Poesia in forma di rosa”

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •