Elio Toaff, il rabbino “fratello” dei cristiani

BREVE STORIA DELLA REPUBBLICA PER IMMAGINI / SPECIALEÈ morto a Roma Elio Toaff, storico rabbino capo della comunità di Roma, che a fine mese avrebbe compiuto cento anni. Punto di riferimento per generazioni di ebrei italiani, la storia lo ricorderà per il suo incontro nel 1986 in sinagoga con Giovanni Paolo II. Ma Toaff si è sempre segnalato, oltre che per la umanità, anche per il suo costante impegno all’insegna del dialogo, in particolar modo con i cristiani.

E a questi proposito merita di essere ricordata la sua grande onestà intellettuale nei confronti della spinosa questione dei rapporti tra Pio XII e gli ebrei. In particolare, come raccontammo anche nel 2001 sul settimanale Tempi, durante l’incontro di presentazione del libro di Antonio Gaspari Gli ebrei salvati da Pio XII (Auditorium dell’Istituto Dermopatico dell’Immacolata, Roma, 16 febbraio), Toaff disse che «l’aiuto dei cristiani agli ebrei durante gli anni della Shoah spiega che cosa vuol dire l’umanità nel senso della fratellanza».

Fu allora che narrò la sua personale esperienza: «Abitavo ad Ancona a 50 metri dalla Chiesa del Gesù, e conoscevo don Bernardino con cui mi fermavo spesso a parlare, io ebreo lui sacerdote, una stima reciproca. Il nostro rapporto era di amicizia e cordialità. Un giorno mentre tornavo a casa mi venne incontro dicendo “vieni con me ché ci sono i nazisti che ti aspettano” e mi nascose nella canonica finché i militi non se ne andarono. Mi salvò la vita». «E don Francalacci di Pietrasanta – disse ancora Toaff – nascose mio padre, mia madre, mia moglie con il bambino piccolo. Da quel giorno don Francalacci mi ha sempre fatto gli auguri di anno nuovo fino a quando non è scomparso. Quando volevo ringraziarlo, si scherniva e mi diceva: “Siamo fratelli, siamo uguali davanti a Dio. È come se l’avessi fatto a mio fratello…”».

Foto Ansa

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •