Dossier – Sapori e visioni siciliane nelle tele paesaggistiche degli artisti isolani dell’800

Mario Mirabella, Taormina. Veduta di San Domenico 1898-1910 ca, olio su tela. Collezione Antonello Governale, Palermo

Fa strano pensare che la tradizione artistica siciliana non abbia sviluppato alla grande il genere paesaggistico, con tutti gli scorci di mare, valli e montagne di cui questa calda terra è ricca. La pittura di paesaggio comincia ad affermarsi soltanto a partire dal XVIII secolo, quando il Grand Tour e la ricca produzione di stampe viene raccolta dai pittori dell’isola che cominciano a mettere a fuoco una modalità immaginativa del paesaggio che, partendo dalla cultura neoclassica e del primo Romanticismo, ben riflette il legame dei siciliani con il proprio territorio. Si tratta di artisti come Francesco Lojacono, Giuseppe Patania, Tommaso Riolo, Francesco Zerilli, Giuseppe Sciuti, Antonino Leto, Michele Catti, protagonisti della mostra intitolata Di là del faro. Paesaggi e pittori siciliani dell’Ottocento, che apre i battenti dal prossimo 9 ottobre a Palermo, negli spazi espositivi di Villa Zito.

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Antonino Leto, Incidente a mezzogiorno 1870-1875 olio su tela Collezione Antonello Governale, Palermo

La retrospettiva, che rimarrà aperta fino al 9 gennaio 2015, trascina il visitatore nella produzione artistica che, storicamente, va dalla costituzione del Regno delle Due Sicilie sino all’epilogo della Prima Guerra Mondiale. Le oltre 100 opere selezionate, sono tutte di artisti siciliani o stabilmente attivi in Sicilia, che attraverso il tema del paesaggio hanno elaborato una rappresentazione specificamente identitaria dell’isola. E’ forte l’esaltazione di una coscienza nazionale di stampo romantico, fitto lo scambio linguistico con la geografia artistica nazionale e internazionale, tangibile l’influenza dell’attività degli ateliers fotografici, determinante la grande stagione della letteratura siciliana, di Verga, a Capuana, da De Roberto a Pirandello.

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