Dossier – L’offerta culturale di una Torino più reale che mai

Palazzo Reale_facciataSe durante la stagione invernale passerete da Torino, fate attenzione ad organizzare bene l’agenda, data la grande quantità di arte e cultura che trasborda da ogni angolo della città. Con la riapertura, appena avvenuta, della Galleria Sabauda, il grande Polo Reale di Torino è pronto a mostrare la sua ricca offerta di collezioni antiche e moderne e ad accogliere anche il pubblico più esigente (il progetto, della Direzione Regionale del Ministero (Mibact) è stato realizzato con il sostegno della Compagnia di San Paolo e con i contributi di Consulta per la Valorizzazione dei Beni Artistici e Culturali di Torino, Fondazione Crt, Regione Piemonte). Collocandosi tra i maggiori complessi museali europei, il Polo Reale, collega alcune delle più prestigiose realtà museali cittadine: l’Armeria Reale, con una ricca collezioni di armi ben tirate a lucido e splendidi cavalli impagliati; la Biblioteca Reale, che custodisce gelosamente i fogli di Leonardo e i disegni di Michelangelo, Raffaello, Rembrandt ed altri; il Museo di Antichità, con reperti del territorio piemontese; Palazzo Chiablese, sede di grandi mostre temporanee, come quella attuale intitolata Avanguardia Russa. Da Malevic a Rodcenko. Capolavori della collezione Costakis; Palazzo Reale, dove ogni angolo è opulenza e magnificenza; e la Galleria Sabauda, tirata a lucido e splendente nei suoi 8 mila metri quadrati di superficie espositiva, nelle cui stanze risuonano i nomi del Guercino, di Memling, di Duccio di Buoninsegna, di van der Weyden.

Dalla residenza urbana a quella di campagna, il passo è breve, e Torino vanta numerosi castelli e rifugi di caccia che nei secoli passati, da marzo a novembre, ospitavano la famiglia reali e i loro nobili ospiti, tra cerimonie, feste e banchetti. Restauri in corso per la Palazzina di caccia di Stupinigi, appena fuori dalla città ed immersa nel verde. La visita è possibile e risulta suggestiva e cavalleresca, nonostante alcuni ambienti siano momentaneamente chiusi. Salottini, sale da gioco, pomposi arredi, gabinetti cinesi, si susseguono da una sala all’altra, dall’interno al meraviglioso giardino, che si estende a perdita d’occhio sul retro del palazzo.

Chiacchierata e criticata è stata, invece, la retrospettiva Shit and die aperta fino al 14 gennaio 2015 presso il centralissimo Palazzo Cavour. Dollari alle pareti, lingue di bue come scope, quadretti con nudi femminili visti e rivisti, un disegno di Carol Rama, sempre apprezzata, lo scheletro dell’antico direttore del Museo dell’Anatomia della città, macabro quanto basta, i ritratti dei personaggi torinesi eseguiti da pennellate “contemporanee”, la macchina che si accartoccia su se stessa, la stanzetta protetta dalla plastica, i ventilatori che oscillano l’uno contro l’arto. Ecco il sunto di quello che tanto vuole stupire, ma poco lascia da dire.

@ARTempi_

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