Dossier – Con Jeff Koons il Whitney Museum saluta la sua sede di New York

La prima retrospettiva personale di Jeff Koons a New York, città in cui vive da 35 anni, coincide con l’ultima del Whitney Museum of American Art nella sua sede storica del Breuer Building, all’incrocio con la mondana Madison Avenue. La famosa sede espositiva, infatti, di cui abbiamo parlato qui, con la sua invidiabile collezione di arte moderna e contemporanea americana, si trasferirà Meatpacking District, in uno spazio enorme, disegnato da Renzo Piano. E’ allora il caso di chiudere con una retrospettiva di un artista spettacolare, nel senso di incredibile e – un po’ – cafone del termine. Ma Koons lo sa bene che la sua arte genuina, populista, plasticosa e kitsch, fa discutere e sorridere, ma non per questo è destinata esclusivamente a saziare l’interesse di un pubblico di bocca buona. Delle numerose critiche, come quella del critico Michael Kimmelman che nel ’91 definì i suo quadri <<immagini noiose e ottuse>>, Jeff si fa una risata, continuando imperterrito a produrre con quella che Robert Hughes definì <<devozione per il gloss e lo sfarzo>>.

Sono ben 120 e ci raccontano la sua colorata carriera i pezzi che invadono la grande retrospettiva newyorchese intitolata Jeff Koons: A Retrospective. Aperta fino al prossimo 19 ottobre, al suo interno è possibile ammirare i fiori gonfiabili (Inflatable Flowers), gli aspirapolvere (New Hoover Convertibles Green, Blue, New Hover Convertibles Green, Blue Doubledecker), gli angioletti che spingono un porcellino (Ushering in Banality), il San Giovanni Battista con porcellino e pinguino (Saint John the Baptist). Una mostra da vedere con una certa predisposizione e a cuor leggero. Per una volta si possono anche lasciare le vene critiche in biglietteria. Il vantaggio è che non bisogna minimamente essere preparati. In fondo lo stesso artista ha detto che, secondo lui, l’arte deve comunicare amore e felicità e non deve alienare e che un bambino, di fronte alle sue opere, potrebbe tanto divertirsi, insieme alla sua famiglia.

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