Dossier – Basilea anima di performance la grande fiera d’arte contemporanea

Da Basilea – Fino a domenica Basilea si anima con la frizzante Art Basel, la fiera d’arte contemporanea che dal 1970 la riempie di amanti dell’arte ed esperti di settore a caccia di nomi nuovi e meno nuovi, gallerie di prima fila e ultimissime tendenze. Alle sezioni a cui gli affezionati dell’evento sono abituati – Galleries, Unlimited, Statements, Feature, Edition, Parcours, Film and Magazines – se ne aggiunge quest’anno una dedicata alla performance – 14 Rooms – sulla scia di quei musei – come il Tate Modern – che stanno destinando a questo modo di intendere e gustare l’arte uno spazio nelle proprie sedi. Marc Spiegel, direttore della fiera, afferma, come riportato su Il Giornale dell’Arte di questo mese, che si è <<sempre cercato di creare una piattaforma per ciò che è di tendenza al momento, e la performance è diventata sempre più importante. Per un periodo lo è stata la fotografia. Con la stessa logica nel 2000 avevamo aperto la sezione Unlimited per le opere di grandi dimensioni>>. Marina Abramovic e Yoko Ono sono tra gli artisti coinvolti in quella che è un’esperienza – a detta del direttore – intima, che consente una interazione diretta con l’opera.

Per quanto riguarda le altre sezioni, le opere di Unlimited sono 78 e hanno invaso la Hall 1, mentre la Hall 2 ospita la sezione Statements, dedicata agli artisti emergenti presentati attraverso 14 gallerie. La sezione Feature ospita, tra le altre cose, una videoistallazione del maestro della land art, Dennis Oppenheim, dal titolo Whirlpool (Eye of the Storm), e una retrospettiva di tre film degli anni ’60 e ’70 dell’artista poliedrico italiano Luigi Ontani, presentata dalla galleria di Roma Lorcan O’Neill. Da portare a casa come souvenir o da leggere durante il viaggio di ritorno, una serie di pubblicazioni e cataloghi da tutto il mondo da scovare nella sezione Magazines. Ma a Basilea c’è ancora tanto da vedere, come il Kunstmuseum Basel, che ha una collezione d’arte che va dal Rinascimento di Lucas Cranach il vecchio all’Espressionismo di Oskar Kokoschka, o la bella Cattedrale medioevale in pietra arenaria rossa.