Dossier – Arti applicati e arti maggiori, quel connubio che funziona

Copertina di Vogue US del 1 maggio 1928 - illustrazione di Georges Lepape, Vogue © Condé Nast
Copertina di Vogue US del 1 maggio 1928 – illustrazione di Georges Lepape, Vogue © Condé Nast

Il Novecento è il secolo della contaminazione artistica delle industrie: le forme e i colori dei dipinti balzano fuori dalle tele divenendo trama di quei tessuti che detteranno le nuove mode del tempo, intrise di spunti Fauvisti, Cubisti, Costruttivisti e Surrealisti. Si grida all’abbattimento dei confini tra le arti applicate e le arti maggiori, ed artisti del calibro di Pablo Picasso, Salvador Dalí, Henry Matisse, Sonia Delaunay, Andy Warhol, Gio Pomodoro, Bruno Munari e tanti altri ancora, cominciano a cimentarsi con grande successo con la produzione di forme e figure, in linea con il proprio sentire artistico, destinati a decorare stoffe che daranno vita ad abiti e oggetti che verranno apprezzati da un pubblico molto più vasto grazie a cartelloni pubblicitari, locandine e copertine di riviste. La svolta verso il consumo totale dell’opera d’arte è già ampiamente in corso.

Copertina di Vogue US del 18 marzo 1909 - illustrazione di Allen St. Jones, Vogue © Condé Nast
Copertina di Vogue US del 18 marzo 1909 – illustrazione di Allen St. Jones, Vogue © Condé Nast

A raccontarci la storia del fruttuoso impegno degli artisti nel design di tessuti e abiti è la retrospettiva Artists Textiles. Picasso to Warhol, visibile fino al prossimo 17 maggio presso il Fashion and Textile Museum di Londra. La mostra, che mette in fila circa duecento pezzi di abiti e tessuti firmati da artisti del XX secolo, porta avanti un racconto che inizia nel 1910 con i primi esemplari di tessuti d’autore del pittore vorticista inglese Wyndham Lewis, e termina con gli abiti “commerciali” firmati da Mirò e Dalí. E mentre le creazioni d’artista entrano in fabbrica, anche le riviste cominciano a pescare dal mondo dell’arte i designer per rinnovare la grafica e creare delle copertine d’autore. A questo proposito, la retrospettiva Vogue. Donna e stile nell’arte dell’illustrazione, aperta presso la Fondazione Culturale Hermann Geiger a Cecina (Li) fino al prossimo 18 maggio, racconta i 120 anni della più famosa rivista femminile del mondo attraverso una selezione di oltre settanta copertina, molte delle quali realizzate da artisti e fotografi del Novecento, come Eduardo Garcia Benito, i cui disegni introducevano figure geometriche che svelavano la sua formazione con Le Corbusier e la fascinazione che ebbe nei sui confronti Léger.

 

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