Dolindo, il don “sciosciammocca”

Un libro bellissimo. Un libro che ti commuove e ti fa migliorare. Benedetto Croce disse che sant’Alfonso dei Liguori era il più santo dei napoletani e il più napoletano dei santi ma ora si può attribuire una considerazione del genere anche a don Dolindo Ruotolo la cui fama di santità si va sempre più consolidando.

Gesù, pensaci tu è il titolo del libro di ricordi scritto dalla nipote Grazia Ruotolo: un libro da leggere, rileggere e regalare (comprandone un’altra copia e tenendo il proprio esemplare nel comodino). Il contatto con i santi è sempre un invito all’umiltà. Così leggendo cosa don Dolindo ha detto e ha fatto, o, meglio, ciò che il Signore ha fatto attraverso di lui, mi sono sentito un neofita del cristianesimo, uno che deve cominciare ad aver fede.

Padre Pio aveva un affetto speciale per don Dolindo e gli promise una sua benedizione al momento della morte. Morte che avvenne dopo quella di Padre Pio ma questo non fu un impedimento perché Padre Pio in modo straordinario incaricò un francescano di portargli la sua benedizione nelle ultime ore di vita.

Lo stile di don Dolindo era squisitamente napoletano. Trattava ognuno con una gran delicatezza chiamandolo “angioletto mio” e scherzando spesso usava termini dialettali. Un miracolo che gli è attribuito riguarda un giovane che aveva una gran paura di affrontare un’operazione di ulcera duodenale. Il giovane, non praticante ma spinto dallo zelo della madre e di altre pie donne, confidò la sua paura a don Dolindo che gli disse più o meno: «Di’ a tua madre di prepararti stasera pasta e fagioli abbondante e co’ u cuppone (che sarebbe un’aggiunta di salsiccia)». La madre obbedì al consiglio e il giovane stette bene. Poi sognò di notte che gli facevano l’operazione e che il chirurgo era Gesù. Quale fu la meraviglia quando al mattino apparve una cicatrice riconosciuta unanimemente dai medici come proveniente da un intervento chirurgico… Altri miracoli simili sono accaduti, spesso accompagnati da una mangiata abbondante di piatti tipici napoletani che don Dolindo prescriveva, pur vivendo lui in un rigoroso digiuno.

Sono numerosi gli episodi di bilocazione, di conoscenza dei segreti del cuore e di miracoli di vario genere. Don Dolindo disse di andare sulla sua tomba, che è nel centro di Napoli, e di bussare due volte perché lui avrebbe ascoltato. Una mia cara amica, la cui famiglia si è convertita grazie a lui, mi ci ha portato e ho bussato diligentemente.

Ma l’aspetto più interessante è la spiritualità che don Dolindo ha diffuso basata sulla coscienza di essere un nulla e che è Dio che provvede. Lui diceva di essere uno “sciosciammocca” cioè un balordo. Non a caso la giaculatoria che consigliava era «Gesù pensaci tu», come il titolo del libro.

Ha scritto molto fra cui un commento alla Scrittura mirato all’edificazione dell’anima del lettore e priva di velleità erudite, anche se il padre era molto colto. Ha svolto anche un intenso apostolato attraverso pubblicazioni varie fra cui le preziose immaginette in cui scriveva dei pensieri perfettamente calzanti con la problematica di chi leggeva.

Gli uomini di Dio sono contagiosi e questo libro va letto senza mascherina…