Di certi demoni non ci si sbarazza se non con la preghiera

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Articolo tratto dal numero di Tempi in edicola (vai alla pagina degli abbonamenti)

La manifestazione del 20 giugno ha dimostrato che le famiglie italiane sanno difendere i loro figli. Ora è il momento di usare il mezzo che lo stesso Gesù ha usato e ha raccomandato: la preghiera. Quando gli apostoli si meravigliano di non essere stati capaci di scacciare un demonio Gesù dice: «Questa razza di demoni non si può scacciare se non con la preghiera» (Mt 17,21). Chi ricorre alla preghiera dimostra di avere fede, e la fede è la virtù che Gesù cerca e loda nelle persone.

Sembra che noi cristiani abbondiamo nel buon senso ma difettiamo di fede. Il Santo Padre ha dato una prova di fede quando, alla vigilia di una possibile guerra in Siria, ha indetto una veglia di preghiera. Ora siamo soggetti a una campagna mediatica che induce anche persone buone a pensare secondo il pensiero imposto dalle lobby che governano la finanza e la comunicazione.

Rendere accettabile l’utero in affitto o l’adozione di bambini da parte degli omosessuali è l’obiettivo più recente. Prima ci sono stati il divorzio, l’aborto, l’eutanasia. Per il futuro fa capolino la legalizzazione della pedofilia. Dietro queste operazioni si intravede il ghigno del Maligno. Ci vuole la preghiera, come dice Gesù. Preghiera personale e anche collettiva.

Non è segno di poco rispetto se noi laici chiediamo ai Pastori di fomentare la fiducia nella preghiera. Spero un giorno che ci siano delle veglie di preghiera in tutto il Paese per uscire dalla crisi, per superare la corruzione e per liberarci dalle follie demoniache.

Foto Ansa


 

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