Da Casorati a Sironi, il Novecento protagonista della Galleria Lorenzo Viani di Viareggio

Tra i protagonisti della mostra Il Novecento nelle collezioni civiche fiorentine c’è anche un pittore che a soli 18 anni è stato vittima di un esaurimento nervoso dovuto all’eccessivo studio della musica classica, Felice Casorati (1883 – 1963), uno dei maestri del realismo magico del primo Novecento. Presente con il Nudo Giallo (1945), opera in cui i profili dei soggetti sembrano fare il verso al tratto cubista degli esordi di Picasso, ma che se ne distaccano con una certa disinvolta originalità, accanto a lui si possono ammirare le opere di Mario Sironi, il cui Paesaggio dolomitico (1934) è un tripudio di toni grigi e neri, di Arturo Martini, che offre alla nostra vista la scultura in pietra La pisana (1932-33), una donna dalle forme giunoniche distesa da un lato, e di tanti altri protagonisti del XX secolo dal 1913 al 1978 come Carlo Carrà, Giorgio De Chirico, Filippo De Pisis, Ferruccio Ferrazzi, Lucio Fontana, Renato Guttuso, Giorgio Morandi, Fausto Pirandello, Ardengo Soffici, Emilio Vedova, Alberto Viani e Marino Marini. La location che ospita la retrospettiva visibile fino al 25 novembre 2012 è la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea “Lorenzo Viani” di Viareggio che d’intesa con il Comune di Firenze ospita le opere facenti parte delle collezioni del Novecento custodite nei depositi dei Musei Civici fiorentini.

 

La storia della raccolta civica fiorentina è  legata alla figura del critico e storico dell’arte Carlo Ludovico Ragghianti, che, nei giorni immediatamente successivi al forte alluvione del 4 novembre 1966, lanciò – a nome del Comitato del Fondo Internazionale per Firenze – un appello agli artisti contemporanei più importanti invitandoli a donare le loro opere alla città colpita dall’inondazione. La risposta all’invito fu uno straordinario successo che in pochi anni ha consentito la nascita di un nuovo Museo Internazionale  d’arte contemporanea, cresciuto in maniera esponenziale tanto da potersi considerare  una sorta di “Uffizi dell’arte moderna”.

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