“Credi nei miraggi?”

All’EX3 Centro per l’Arte Contemporanea di Firenze prende vita la complessa installazione del vincitore del Premio EX3 Toscana Contemporanea. Un momento performativo che dall’interno della sede si rigetta all’esterno coinvolgendo chiunque si fermi a osservare.

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Do you believe in Mirages?. “Credi nei Miraggi?” è il curioso titolo del progetto, visibile presso l’EX3 Centro per l’Arte Contemporanea di Firenze, che ha fatto vincere a Jacopo Miliani, giovane artista fiorentino trentatreenne, la seconda edizione del Premio EX3 Toscana Contemporanea. L’elezione dell’artista è stata motivata dal fatto che, come afferma L. Pratesi, «Do you believe in Mirages? coniuga in maniera valida la relazione tra l’opera d’arte, intesa nella sua molteplice natura di evento, performance e intervento site-specific, e il contesto socio antropologico nel quale si trova EX3. Un rapporto che l’artista risolve in maniera concettuale ma anche evocativa, attraverso dispositivi e modalità progettuali necessarie per dare vita a due momenti espositivi diversi ma complementari, uniti dalla musica pop italiana ed internazionale che Miliani collega all’idea portante del lavoro. La presenza casuale e non annunciata del danzatore nello spazio esterno al centro espositivo, frequentato abitualmente da persone del posto, è stata considerata come un elemento portante del progetto, in grado di suscitare possibili interazioni, letture ed interpretazioni tra EX3 e il quartiere circostante».


Incaricato di realizzare il percorso espositivo, Miliani definisce un’installazione il risultato di una riflessione sul tema del miraggio e della percezione. «L’idea di miraggio – spiega l’artista – evoca molteplici interpretazioni descrivendo sia fenomeni fisico-percettivi che rinviando a realtà/irrealtà immateriali. Non in ultimo è anche sintomo dell’urgenza sociale contemporanea. L’arte si presenta come miraggio sulla realtà: adotta l’idea di rappresentazione, per poi, attraverso un ulteriore sguardo ravvicinato, rivelare una sensazione di mancanza e urgenza, necessaria per attivare un processo di indagine». È un percorso complesso che partendo dall’idea di mise-en-scène e ricezione si inoltra nello spazio pubblico della piazza sancendo una relazione fruttifera tra il Centro e il suo circondario attraverso azioni performative quotidiane che coinvolgono lo spettatore e rompono quella rigida distinzione tra il ruolo dell’attore e quello di chi osserva. Fino all’8 aprile 2012.

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