Ma cosa ci stanno a fare i caschi blu in Centrafrica? Un episodio che la dice lunga

Nella Repubblica Centrafricana, paese teatro di una violentissima guerra civile innescata da un colpo di Stato nel 2013, ci sono oltre 10 mila soldati inviati dall’Onu in missione di pace (Minusca). È presente anche un contingente italiano. I militari hanno svolto un lavoro importante ma sono stati più volte criticati dai residenti perché non hanno portato a termine il compito principale per il quale sono stati dispiegati: disarmare le fazioni in guerra e garantire la stabilità.
Inoltre, 14 militari francesi sono stati accusati in un rapporto Onu di aver violentato dei minori. Spesso, il malcontento della popolazione è fomentato da episodi come quello descritto pochi giorni fa nel suo blog da padre Aurelio Gazzera, missionario nella città centrafricana di Bozoum.

«Il mercoledì parto da Bouar, ma c’è un lungo convoglio di almeno un centinaio di camion che blocca la strada. Riesco a sorpassarli, ma mi trovo bloccato da una barriera, che alcuni giovani della città hanno piazzato. Come tutti i camion, sono obbligato a pagare, e quando mi lasciano passare, vedo con stupore che dall’altra parte c’è un blindato e un camion dei Caschi Blu della Minusca! Sopra ci sono i militari, che osservano divertiti la barriera, e NON fanno niente! Purtroppo rischia di essere un’immagine emblematica di quella che è la presenza dell’Onu in Centrafrica: molti mezzi, molti militari (oltre 10.000), molti molti soldi, e pochissimi risultati…».

Foto Ansa


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