Lo spot del Corriere per il test del Dna e lo squartamento di Mezio Fufezio. Un promemoria

morte-squartamentoUn articolo del Corriere della Sera del 28 luglio racconta di un medico che si è fatto fare l’analisi del Dna: «Io medico ho fatto il test. La mia vita da allora è cambiata». «Da quando ho un obiettivo da raggiungere – per ridurre il rischio di ammalarmi di cuore – cammino quasi mezz’ora al giorno che è certo più di prima. Per i calcoli serve soprattutto fare un‘ecografia ogni tanto, la prima l’ho già fatta. E poi calcoli della colecisti e degenerazione maculare si prevengono tutti e due con pochi grassi, molta verdura e molta frutta. Ed è proprio quello che sto facendo; coi grassi ero già abbastanza attento (non con le uova però) ma ho sempre mangiato pochissima frutta. Qualcosa che non avrei mai immaginato è che conoscere i segreti del mio Dna fosse uno stimolo a cambiare le mie abitudini di vita».

Anche la cronaca nera più recente ci parla di Dna come di un detective efficace (?). Sempre sul Corriere, in un articolo di studi di scienze sociali, si sostiene che «la psicologia evoluzionistica e le concezioni funzionalistiche della mente proposte da Hillary Putnam e Jerry Fodor hanno portato a una decisa rivalutazione dei fattori biologici e naturali nella determinazione dei comportamenti individuali e sociali, a scapito dei fattori culturali e ambientali».

Adesso, dedicata a uno zio sacerdote, ecco la storia di Mezio Fufezio: Tito Livio dà conto della morte di Mezio Fufezio, re di Alba Longa, che, nonostante fosse alleato di Tullio Ostilio non partecipò insieme al suo esercito ad una battaglia a fianco dei Romani contro Fidenae e Veio. Tullio Ostilio, di conseguenza, fece radere al suolo Alba Longa, deportò gli abitanti sul colle Celio e condannò a morte Mezio Fufezio per squartamento (l’ immagine in alto il significato di morte per squartamento).

Conclusione: non vogliamo certo negare l’importanza degli studi scientifici, né tantomeno contrapporre fede e scienza; però ricordare che l’uomo è figlio, appartiene a un Padre che è Egli stesso amicizia (Trinità) e per questo la sua unità si definisce in  una relazione (anima-corpo, uomo-donna, persona-società) ci sembra doveroso, per non finire squartati, come descritto in questa opera di Keith Haring. E senza neppure rendercene conto.

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