Considerando liquidato Salvini, ora puntano a squalificare la Meloni

Giorgia Meloni
La leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni (foto Ansa)

Su Dagospia si riprende dalla Stampa un articolo di Lucio Caracciolo che scrive: «La fine di questa fase bellica non sarà però decisa dagli europei dell’una o dell’altra sponda. Lo sarà dal dialogo diretto fra Stati Uniti e Russia. Strettamente riservato. Inutile perdere tempo a interpretare questa o quella pubblica dichiarazione, al massimo indicativa di umori e tendenze, oppure volta a mascherare i termini del negoziato sotterraneo, quando si deciderà di trattare sul serio. Ad oggi si possono solo cogliere una certa stanchezza di guerra da parte americana e una altrettanto evidente presunzione russa di potersi spingere ben oltre il Donbass. L’allineamento delle stelle visibili non promette la cessazione ravvicinata delle ostilità. Poiché le costellazioni astronomiche vere non sono scrutabili dai nostri osservatori, tutto resta possibile».

È bene leggere sempre Caracciolo, osservatore di questioni internazionali che non si dedica solo alla retorica o alla propaganda. La via per un indispensabile nuovo ordine mondiale (o per la catastrofe inevitabile se questo “ordine” non viene trovato) è possibile solo se ci si arma di un pessimismo di tipo caraccioliano, cioè non chiuso alla speranza.

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Su Startmag Giuseppe Gagliano scrive: «A Dushanbe, capitale del Tagikistan, si è svolto un incontro riservato tra i principali responsabili dello spionaggio russo, indiano, iraniano, cinese, kirghiso, tagiko, kazako e uzbeko. Incontro, questo, che è stato coordinato dal segretario del consiglio di sicurezza russo, Nikolai Patrushev. Quale è stato il principale tema affrontato durante questa riunione? L’instabilità dell’Afghanistan».

Mentre dalle nostre parti si affoga nella retorica e nella propaganda, c’è chi si occupa di tenere in piedi un ordine mondiale che è insidiato anche da un certo fondamentalismo islamico.

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Su Scenari economici Giuseppina Perlasca scrive: «Erdogan si può permettere di minacciare la Grecia perché sa benissimo che, in questo momento, la Ue è troppo impegnata da un lato nel confronto con la Russia, dall’altro nel processo di distruzione interno, per potersi interessare della tutela della Grecia. Allo stato attuale la Turchia potrebbe tranquillamente marciare sino ad Atene senza che nessuno facesse nulla. Anzi magari da Francoforte qualcuno farebbe le pulci ai conti greci».

Su Scenari economici spesso si preferiscono toni vivaci a più pacate riflessioni. Ma dalla mia isoletta a 20 miglia dalla Turchia certe analisi mi paiono comunque piuttosto inquietanti.

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Su Huffington Post Italia si scrive: «Giorgia Meloni si sente nel mirino di attacchi tutt’altro che casuali. “Ovviamente sono il prezzo del successo elettorale in una nazione nella quale c’è una sinistra che non avendo più argomenti ha bisogno di utilizzare questi metodi”, reagisce la leader di Fdi, criticata per l’intervento del fine settimana al comizio di Vox, il partito di estrema destra spagnolo, da politici («Un discorso inaccettabile», per Enrico Letta) e opinionisti televisivi. “Una serie di accuse, minacce, mistificazioni, insulti, andati in onda su un’unica rete televisiva, La7, in appena 24 ore”, dice in un video su Twitter, annunciando querele e denunciando un clima pericoloso per la sua incolumità».

Considerando liquidato Matteo Salvini, ci appresta adesso a mettere fuori gioco la Meloni secondo la logica di un’Italia che non deve permettersi alternative politiche di governo, ma deve essere sempre essere destabilizzata per essere sottomessa. Interessante notare l’impegno di Enrico Letta, che dopo aver aperto alla Meloni, ora invece di attaccarla politicamente, come è lecito e giusto, la scomunica. Un atteggiamento comprensibile in un leader politico che non ha vera dimensione nazionale ma è al fondo solo un “prefetto francese”.

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