Cominciamo dal prenderci cura delle nostre anime denutrite

eucarestia

Articolo tratto dal numero di Tempi in edicola (vai alla pagina degli abbonamenti) – Quando parlo della disgregazione morale ed economica provocata dall’oligarchia speculativa finanziaria, arriva la domanda di rito: cosa possono fare i cristiani? Le risposte nascono dalla fede. Gesù ha detto: senza di me non potete fare nulla. Innanzitutto fiducia nella Provvidenza e pregare. La seconda risposta è che la vita dell’anima cristiana assomiglia a quella del corpo: ha bisogno di alimentazione. Oggi sappiamo tanto sulle diete, sui cibi adatti e sugli integratori… Siamo più o meno tonici, palestrati e col peso giusto (a cui aspiriamo invano). Viceversa la mia vita spirituale, prima di incontrare un santo, era in uno stato pietoso di denutrizione da Sahel (crisi alimentare e siccità). Ho bisogno dei consigli del medico (direzione spirituale e confessione), del cibo ricostituente (l’Eucarestia), frequentare gli amici giusti (Gesù, lo Spirito Santo, Maria e i santi), avere una visione del mondo (lettura continua dei Vangeli e dei libri fondanti del cristianesimo, da sant’Agostino a Joseph Ratzinger) con una solida cultura sociale adatta ai tempi.

Con questa alimentazione sarò capace dell’impegno fondamentale del cristiano: saper voler bene («da questo riconosceranno che siete miei discepoli»). Saper voler bene è un’arte che influisce nella vita familiare, nel mio lavoro e nel mio rapporto col mondo. È un’arte che non si finisce mai d’imparare ma è quella che definisce lo stile di quel cristiano “popolo in cammino”. Non occorre improvvisare subito partiti politici. Occorre lo stile di vita di Gesù, con l’aiuto di Gesù. Dopo di che la Provvidenza provvederà.

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