Come fermare il terrorismo islamico? «Noi abbiamo costruito una scuola»

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«La mentalità fanatica dell’Isis non è un fenomeno nuovo. È sempre esistita, solo ora è aumentata perché il paese è nel caos». Così ha affermato il vescovo di Erbil, Bashar Warda, in un’intervista a Cna. Il prelato, che ha più volte chiesto un intervento armato per restituire le case ai cristiani cacciati dallo Stato islamico, ha fatto questo esempio per spiegare come l’educazione può permettere all’Iraq di ripartire:

«Nel 2004 la mia parrocchia è stata la prima ad essere colpita da un’autobomba. La gente si chiedeva: “Cosa possiamo fare?”. Alcuni hanno proposto di costruire un muro di cemento. Ma io gli ho detto di no, ho detto che ciò di cui avevamo bisogno era costruire una scuola. Ed è quello che abbiamo fatto. I bambini del quartiere ora vengono nella nostra scuola, che si trova sul terreno della chiesa, e il 90 per cento degli studenti è costituito da musulmani. Noi li educhiamo ad accettare gli altri, al rispetto, all’amore e ad avere una mente aperta. Questo è ciò che manca a loro e questo è quello che i cristiani, soprattutto i cattolici, possono offrire».

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