Per non dire di Che Guevara, un tagliagole

Tratto da Italia Oggi È morto in esilio, all’età di 95 anni, il dissidente cubano Huber Matos (nella foto). Aveva partecipato alla rivoluzione. Il 6 gennaio 1959 entrarono all’Avana, a capo dell’Esercito ribelle, tre persone: Fidel Castro, Camilo Cienfuegos e, appunto, Matos.

Presto però si trovò in disaccordo con Castro sull’abbandono della Costituzione democratica e progressista del 1940 e sull’eliminazione delle elezioni libere. Entrambi questi punti erano nel programma della guerriglia. Più che opporsi frontalmente, Matos si ritirò a vita privata scrivendo una lettera molto rispettosa «al compagno Fidel» nella quale diceva: «Non voglio diventare un ostacolo alla rivoluzione».

Le reazioni di Castro e di Guevara furono rabbiose. Matos venne arrestato e, condannato per «tradimento», passò vent’anni in carcere prima di essere esiliato. E pensare che ci sono ancora persone che guardano con simpatia a Castro, dittatore sanguinario. Per non dire del Che, un tagliagole.

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