Caro Cazzullo, lettera aperta all’editorialista del Corriere della Sera

Pubblichiamo la lettera di Rodolfo Casadei all’editorialista del Corriere della Sera Aldo Cazzullo, in cui spiega che “se ho accostato Giuliano Pisapia all’Anticristo in quel commento, l’ho fatto premettendo un ‘metaforicamente parlando’. La parola Anticristo descrive l’opposizione fra l’antropologia di Pisapia e quella religiosa. È ovvio che non identificherò mai una singola persona, Pisapia o un altro, con l’Anticristo: delle realtà escatologiche nessuno ha i titoli per parlare”

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Il commento titolato “Risposta a don Colmegna: la convivenza proposta da Pisapia è l’opposto della visione cristiana”, apparso sul sito di Tempi nello spazio della rubrica-blog “Il mondo è grigio il mondo è blu” il 13 maggio u.s., ha suscitato in questi giorni molte polemiche strumentali e malevole sulle pagine di diversi quotidiani. Per non lasciarsi sviare da queste interpretazioni interessate, è utile leggere la puntualizzazione che l’autore del pezzo Rodolfo Casadei ha inviato sabato scorso ad Aldo Cazzullo, che nell’editoriale di prima pagina del Corriere della Sera aveva per primo stigmatizzato l’accostamento fra Giuliano Pisapia e l’Anticristo evocato nel commento.

Caro Cazzullo
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sinceramente non vedo cosa ci sia di poco serio nel mio commento apparso sul sito internet di Tempi sotto il titolo “Risposta a don Colmegna: la convivenza proposta da Pisapia è l’opposto della visione cristiana”. Se ho accostato Giuliano Pisapia all’Anticristo in quel commento, l’ho fatto premettendo un “metaforicamente parlando”, come correttamente anche il Corriere riporta nel relativo articolo a pagina 6. E tutti noi che siamo andati a scuola dovremmo sapere che cos’è una metafora, e non dovremmo mai fingere di non saperlo.

Non che poco serio, il mio discorso è serissimo: Pisapia è certamente una gran brava persona, ma tutte le sue opzioni in materia di bioetica, biopolitica, politiche familiari, diritti dell’individuo, ecc. sono l’esatto opposto di quelle proprie della morale cristiana. La sua antropologia è l’esatto opposto di un’antropologia religiosa: per lui l’uomo è il Dio di se stesso e ha bisogno solo dell’accettazione sociale; per ogni posizione religiosa, compresa quella cristiana, l’uomo dipende da qualcosa che è più grande di lui, e la convivenza civile non può ignorare la creaturalità dell’uomo, nella forma del diritto naturale.

La parola Anticristo descrive l’opposizione fra l’antropologia di Pisapia e quella religiosa. È ovvio che non identificherò mai una singola persona, Pisapia o un altro, con l’Anticristo: delle realtà escatologiche nessuno ha i titoli per parlare. Ti ricordo però che a introdurre il tema dell’Anticristo nella politica italiana non è stato il centrodestra, ma personalità che oggi a Milano si schiererebbero dalla parte di Pisapia. Berlusconi è stato in passato identificato con l’Anticristo.

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