Califfato. È dalla Libia che partirà la marcia su Roma

A due passi dall’Italia avanza il Califfato. Oggi sul Corriere della Sera l’inviato Francesco Battistini racconta cosa sta accadendo in Libia: «È il primo Califfato che i tagliateste siano riusciti a proclamare nel Mediterraneo. Non in Siria o in Iraq, ma davanti all’Italia: se ci sarà mai una marcia sulla Roma vaticana, come proclamano, è da qui che partirà».
Il paese, come vi abbiamo raccontato già diverse volte, è nel caos. Battistini rende plasticamente la situazione raccontando diversi episodi che riguardano Derna, la “città roccaforte” in mano ai jihadisti. Qui, dice, lavorano due infermiere che, quando arrivarono i miliziani di Ansar al Sharia, furono costrette – loro cristiane bulgare – a pagare una tassa. Ma ora, che a Derna è stato proclamato il Califfato libico di Barqa (nome tradizionale dalla Libia orientale), alle due donne è stato detto che «pagare non basta. Chi rimane qui, da oggi si deve convertire».

CATENE E CEFFONI. I medici sono scappati, le scuole e le banche sono chiuse. Questa è la fine spaventosa di Derna, «questa Mosul libica d’ottantamila abitanti che milleduecento jihadisti maliani, tunisini, yemeniti hanno preso senza sparare un colpo». Qui è stato istituito il nuovo Consiglio consultivo della gioventù islamica che governa secondo i più rigidi precetti della sharia: «Novanta frustate a chi si droga, piccolo sconto di pena a chi beve, un centro di disintossicazione gestito a catene e ceffoni. Ai primi di novembre, la decapitazione di tre giovani che postavano su Facebook notizie sgradite».

AL QAEDA? DEI MODERATI. Per capire cosa stia accadendo in Libia, basta un piccolo esempio. Qui, quelli di Al Qaeda sono considerati dei «moderati un po’ rimbambiti. Non piacciono neanche quelli di Ansar al Sharia: nel 2012 uccisero l’ambasciatore americano a Bengasi, ma sono considerati dei mollaccioni. Il tecnico veneziano Gianluca Salviato, per otto mesi ostaggio a Derna, ha raccontato che lo sorvegliavano ceceni e tunisini, gli facevano vedere i video della guerra in Siria, gli promettevano un’Italia islamizzata…».

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