A Venezia Samar Singh Jodha contro la macchina dell’industria culturale postmoderna

Spicca alla Biennale di Venezia l’artista Samar Singh Jodha che, con un background sensibile alle storie e ai problemi degli emarginati che mette da ormai vent’anni in luce attraverso scatti fotografici e film, racconta, in modo ironico e pungente, il modo in cui oggi, le nozioni estetiche individuali, risentono sempre più dagli interessi commerciali e il suo “potere” di artista è davvero debole nel presente postmoderno in cui viviamo.

Il suo lavoro  è qui focalizzato sull’attività dei minatori che trasformano in abitazioni i contenitori di scarto e che, nel momento stesso in cui estraggono i preziosi minerali dal cuore della terra, collaborano, volenti o nolenti, a mantenere in funzione la macchina dell’industria di massa. I loro volti sono segnati, le loro espressioni quasi brutali, è una lotta alla sopravvivenza che solo a pochi promette un futuro più dignitoso, mentre gli altri sono come segnati da una regressione quasi medievale.

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