Berlusconi verso le dimissioni da presidente del Pdl?

«Le primarie sono pensate per scegliere il successore di Silvio Berlusconi, se c’è lui…». Dopo essere stato descritto come “sotto chock” per la decisione del Cavaliere di fare una propria lista anche qualora la macchina dei gazebo non si arrestasse, Angelino Alfano ribadisce che il processo è reversibile.

Ma in queste ore febbrili i colonnelli di An (Alemanno, La Russa, Gasparri, Urso e Ronchi oggi sono plasticamente stretti intorno all’ex Guardasigilli in un incontro a Roma) si stanno battendo con tutte le forze perché ciò non accada. Con poco successo, a quanto pare. Il fronte degli alfaniani si sfilaccia di giorno in giorno, indebolendosi sempre di più di fronte all’offensiva del Cavaliere. Il Pdl è in picchiata nei sondaggi, e la paura di non riconquistare il posto in Parlamento attanaglia ormai, oltre che i peones, anche molti tra i massimi dirigenti.

Lo strappo di Berlusconi è netto. Il Cavaliere sembra non voglia avere più nulla a che fare con il partito del predellino. Al punto che la road map che starebbe valutando in queste ore prevedrebbe le dimissioni da presidente del Pdl entro la settimana, e, tra lunedì e martedì, l’annuncio della creazione della nuova Forza Italia nel salotto buono di Porta a Porta.

Una prospettiva che inquieta Alfano. Che starebbe cercando di salire sul carro di Arcore, incontrando non più di una resistenza da parte del proprio padrino politico. Oltre ad un problema politico, a preoccupare è anche la situazione finanziaria di via dell’Umiltà. Senza la liquidità di Berlusconi, sarebbe difficile tenere in piedi una macchina costosa e fare fronte ai debiti. Il timore degli ex An è proprio quello di rimanere con il cerino in mano: un partito svuotato e una situazione economica complicata. Tanto che l’altro ieri il pasdaran La Russa si è incontrato con l’ex-premier, e starebbe valutando seriamente di accondiscendere all’idea del Cavaliere che lo vuole, insieme ai suoi vecchi compagni di partito, a capo di una lista di destra da affiancare alla propria nuova creatura.

Che le primarie siano una partita perdente lo dimostrano le ultime indecisioni di Gianpiero Samorì. La cui candidatura è stata la settimana scorsa motivo di scontro tra Berlusconi e Alfano (“Me l’hai candidato contro”, si è sfogato il segretario). Dopo la scomunica del Cavaliere, Samorì sta cercando di trarsi d’impaccio. Non potendo fare dietrofront, si è affidato al suo spin-doctor, Diego Volpe Pasini. Che ha tuonato: “Il comitato che doveva valutare le firme raccolte entro oggi alle 12.00 non si sarebbe mai riunito. Le primarie sono da annullare”.

Dopo giorni convulsi, insomma, sembra che Berlusconi la spunterà su tutta la linea. Almeno all’interno del centrodestra. Le elezioni dell’anno prossimo saranno tutt’altra partita.

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