Bergamo e la dimensione ludica senza tempo di Pepi Merisio

«In Pepi, nelle sue fulminee (ma non casuali) occhiate – scrive Cesare Colombo – ci appare vivissima una convinzione: i bambini “giocano” come gli adulti vivono, ed operano, come gli adulti lavorano, litigano, o si concentrano a pensare. Il gioco dei bambini è tale solo per noi, che ne abbiamo dimenticato tutta la serietà. In realtà si tratta di un vero allenamento alla vita…». Raccontano la dimensione senza tempo del momento ludico gli scatti vintage di Pepi Merisio (Caravaggio, 1931), protagonista, fino al prossimo 2 febbraio, di una mostra alla Shots Gallery di Bergamo, dove una serie di scatti ci trasportano in un universo in bianco e nero dove seminaristi giocano a basket, impeccabili nei loro sai, e adulti, anziani e giovani giocano a tombola nelle strade di Stezzano.

Dal titolo Pepi Merisio – Il Gioco, la mostra bergamasca presenta ai nostri occhi tanti protagonisti accomunati dal momento di svago in cui la macchina fotografica li ha intrappolati per sempre, bloccati in un fotogramma che non è altro che il ricordo della nostra vita, il ricordo di una fantasia che inevitabilmente viente superata dalla realtà. Ed è proprio in questo ricordo che riusciamo ad assaporare il punto di vista del fotografo, nostalgico, che si volta verso il suo passato ormai lontano.

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