Attraverso i bambini Villa Carlotta riscopre il volto dimenticato della pubblicità della prima metà del 900

Nel cinquantennio della prima metà del Novecento la pubblicità – che noi conosciamo oggi come insistente, subdola, a volte anche stupida, salvo rari casi di colpi di genio – aveva un sapore ancora educato e discreto, si faceva forte di un linguaggio semplice destinato a un pubblico in gran parte analfabeta ma sinceramente desideroso di fare dei passi avanti. Non c’erano gli attuali clip video, o gli spot televisivi, o gli insopportabili banner dei siti web. C’erano i “réclame”, ovvero i consigli di acquisto, i remind di un prodotto destinato a soddisfare intere famiglie, che nei cartelloni venivano mostrate esageratamente idealizzate.

C’erano anche i bambini su quei cartelloni, che sorridenti e soddisfatti stringevano tra le mani il prodotto che avrebbe rafforzato la loro crescita. E sono questi giovanissimi volti i protagonisti della mostra Baby Réclame, aperta dal 6 al 15 settembre presso la seicentesca Villa Carlotta sul Lago di Como. Da Campari ad Ambrosoli, dal decò al futurismo, da Metlicovitz a Boccasile, oltre cento preziose stampe pubblicitarie della prima metà degli anni cinquanta raccontano la genuinità di un linguaggio oggi dimenticato.

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