L’aspetto positivo delle persecuzioni è che non si può più essere “tiepidi”

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Pubblichiamo la rubrica di Pippo Corigliano contenuta nel numero di Tempi in edicola (vai alla pagina degli abbonamenti)

Le persecuzioni hanno un aspetto provvidenziale. La marea montante contro la famiglia (e i cattolici in generale) diventa sempre più evidente e allarmante. Soprattutto in Italia fare una famiglia oggi è come piantare una tenda in un deserto. Nessuna agevolazione, solo difficoltà. Dimostrare pubblicamente la propria fede è causa di ostilità e di emarginazione.

Un esempio fra i tanti possibili, che a suo tempo fece Ernesto Galli Della Loggia: è inconcepibile che il direttore del Corriere della Sera (e aggiungerei la Repubblica e la Stampa) sia un cattolico praticante. In diversi stati europei portare un segno religioso attaccato a una collana non è tollerato, e così via…

In tutto questo c’è un aspetto positivo: oggi chi vive di fede deve essere in grado di renderne ragione. Non c’è più spazio per la tiepidezza e la mediocrità. Posto che siamo tutti peccatori e indegni di essere cristiani, non è più il momento di sentirci soddisfatti perché cristiani della domenica.

Se voglio perseverare nella fede oggi devo avere la forza che viene dalla direzione spirituale e dalla frequenza dei sacramenti (confessione, comunione, santa messa). Devo leggere continuamente il Nuovo Testamento e libri di autentica spiritualità cristiana. Sentire la preoccupazione delle anime: la messe è molta ma gli operai sono pochi. Devo pregare il padrone della messe perché mandi operai… Devo vivere l’allegria del dono di sé. Solo chi si è dato è contento.

Oggi essere cristiani è una scelta urgente e consapevole.

Foto Ansa


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