Una cena davvero “maschia”

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Articolo tratto dal numero di Tempi in edicola (vai alla pagina degli abbonamenti) – Eccoci con un consiglio per una gran bella cena a Roma. Ma una volta tanto, niente cucina romana. Oggi, piatti umbri. O almeno, se rivisitati, impegnati su quel binario regionale.

Volete una cucina “maschia”? Dovete andare da Lucio Sforza. Intendiamoci: una vera cucina maschia può piacere benissimo alle donne. Solo, fa trasparire un senso di imponenza, di virilità. E questo è il caso dei piatti di Sforza, che anni fa da Orvieto trasferì a Roma, in via del Boschetto, rione Monti, il suo Asino d’Oro. Il nome, ispirato alle fantasie neoplatoniche e suggestive di Apuleio, non fa pensare davvero all’ambiente, piccolo, raccolto, giocato sui toni della minimalità.


È viceversa massimalista la cucina, così come la carta dei vini contempla bottiglie assolutamente adeguate a simili pietanze. Sentite qua, ci siamo stati ai primi di dicembre: per antipasto, salsicce brasate all’uva bianca (semplicemente imperdibili); frittata di castagne e purea di ceci; pecorino con fichi caramellati; fegatello di maiale al Vinsanto; lumache in umido piccante. Di primo, sentimentale e nostalgica la dolcissima zuppa di ceci e castagne col farro; davvero ricche e armoniche le fettuccine con tartufo nero, acciughe e porcini; da menzionare le pappardelle al ragù bianco d’anatra.

Tra i secondi, ecco il piatto più famoso, la bandiera di Lucio Sforza, l’icona della sua cucina: il fantasmagorico cinghiale in dolceforte, ossia brasato con cioccolata, pinoli e canditi. Un piatto quasi rinascimentale, tra le cose più irripetibili che possiate gustare in ogni angolo del mondo, se amate il genere.

Tuttavia, attira anche il fuso d’oca stufato con mele, per non parlare della quaglia alla ghiotta con cipolla al cartoccio.

I dolci viaggiano sullo stesso andazzo: tiramisù di pane; budino di salvia e zabaione; bavarese di ricotta e latte di pistacchi con lamponi e meringhe. Una sventagliata di puro assolutismo gastronomico. E il prezzo non vi toglierà il sorriso: tra i 45 e i 50 euro per quattro piatti.

Per informazioni
L’Asino d’Oro
Via del Boschetto, 73, Roma
Tel. 0648913832
Aperto solo la sera tranne il sabato a pranzo
Chiuso domenica e lunedì


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