Andrej Rublev arriva in Italia: scambio di icone tra Firenze e Mosca

Il prezioso scrigno di bellezza del Battistero di Firenze e Galleria Tretyakov di Mosca sono il cuore pulsante di uno scambio nel nome della fede e dell’arte. Tre antiche icone russe e due capolavori di Giotto si scambiano il posto all’interno della doppia retrospettiva intitolata “In Christo/Bо Xrисtе”

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Al Battistero di Firenze tre preziose icone di arte antica russa della Galleria Statale Tretyakov di Mosca – per la prima volta in una chiesa dopo la loro musealizzazione dopo la Rivoluzione del 1917 – accolgono da oggi i fedeli non solo nel periodo natalizio, ma fino al 19 marzo 2012. Si potranno dunque ammirare l’icona della Madre di Dio Odighitria, realizzata alla fine del XIII secolo a Pskov, uno dei centri artistici della Russia antica, l’icona della Ascensione, risalente al 1408 e legata alla produzione artistica del maggiore pittore di icone della tradizione russa, il santo monaco Andrej Rublev, e l’icona della Crocifissione del 1500 di Dionisij, che ci racconta in maniera decisamente suggestiva il suo drammatico contenuto teologico.

L’Italia in cambio ha inviato a Mosca due grandi opere di Giotto da Bordone e della sua bottega, che saranno visibili sempre fino al 19 marzo alla stessa Galleria Statale Tretyakov. I due capolavori sono la Madonna col Bambino del 1280-1290, opera ben conosciuta del primo periodo artistico del genio fiorentino, e il Polittico di Santa Reparata, un doppio pentittico per altare, dipinto in verso e recto, realizzato nel 1305 ca. e attribuito solo in tempi recenti all’attività artistica del Parente di Giotto o dello stesso maestro. Dal titolo In Christo/Bо Xrисtе questa doppia esposizione è la storia contemporanea di una straordinaria ostensione, uno scambio di capolavori preziosi per le due sedi nel nome della fede e dell’arte.

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