Ando Gilardi, il fotografo di olive e bulloni

Se ne è andato tre mesi fa Ando Gilardi, fondatore della Fototeca Storica Nazionale e di riviste come Photo 13, Phototeca, Index, Storia Infame…, storico e strenuo difensore di tutte le fotografie mai ritenute degne di storia, pioniere degli studi italiani sulla fotografia, ma soprattutto, «fotografo scalzo» dei lavoratori. Testimone e amante del Sud bisognoso e fragile del dopoguerra, il fotografo piemontese – classe 1921 – lo ha immortalato molte volte nei suoi scatti etnografici, adesso protagonisti della mostra Olives & Boulons. Ando Gilardi. Le travail des paysans et des ouvriers dans l’Italie de l’après-guerre (1950 – 1962) visibile fino al 24 agosto 2012 presso l’Istituto Italiano di Cultura di Parigi. Un mondo antico, poetico e nobilmente miserabile trapela da queste immagini che ricostruiscono la sua spedizione in Lucania del 1957 dove, accanto all’antropologo Ernesto de Martino, ha potuto toccare con mano quella terra povera, civilissima, calda e meravigliosa.

Una retrospettiva dall’aria un po’ retrò che presenta, accanto a questo corpus di insoliti scatti dell’Italia della ricostruzione (insoliti in quanto non estetizzanti ed esuberanti come quelli del fotogiornalismo d’oltreoceano del pre-boom economico), un certo numero di pubblicazioni e documenti dell’epoca e il film-intervista Piedi scalzi mani nere. Braccianti e operai degli anni ’50 nei reportage di Ando Gilardi.

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