Anche noi cristiani abbiamo i nostri eroi. Come Chiara Corbella e Filippo Gagliardi

filippo-gagliardi-ilaria-nava-volevo-dirgliene-quattro-k

Noi cristiani (che vorremmo esserlo sul serio) siamo chiamati a trasmettere fede, e, con la fede, uno stile di vita che fa cultura, che entra nel modo di vivere, di ridere, di soffrire, di creare bellezza, di stabilire amicizie, di condurre il matrimonio come una lunga avventura d’amore.

Ogni cultura ha i suoi punti di riferimento e ha i suoi eroi. Gli eroi cristiani si rivelano specialmente al momento della morte quando si rende evidente la scelta di vita. Non è un caso che i primi cristiani nutrissero profonda devozione per i primi santi che erano i martiri, coloro che avevano testimoniato fino al sangue la loro fede. Anche oggi ci sono martiri in parti del mondo lontane da noi, martiri che risvegliano la nostra fede pigramente vissuta. Ma sono particolarmente significativi gli eroi delle nostre circostanze di vita, in un’Europa paganizzante.

L’esempio di Chiara Corbella, la madre felice nelle disavventure della malattia e della maternità, brilla nel nostro immaginario. Accanto a lei ci sono altre figure che ci sorprendono perché non sapevamo nulla della loro esistenza. È il caso del giovane ingegnere Filippo Gagliardi, morto prematuramente lasciando una moglie incinta: un grande amico dei suoi amici e animatore di un oratorio del Nord Italia. Ilaria Nava, giornalista, ha raccolto con rigore di cronaca gli sms, le testimonianze e le lettere degli amici in un libro edito da San Paolo dal titolo Volevo dirgliene quattro….

I nostri eroi sono i santi, non me lo voglio dimenticare.


  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •