Allevi ma che stai a di’? «Ah nulla, nulla! Niente di niente»

Genio e sregolatezza? O solo sregolatezza? Compilation dell’Allevi pensiero, musicista che riempie teatri e palazzetti, osannato artista della musica colta in Italia. «Che bello starsene nella sedia a sdraio del nulla, nella totale mancanza di definizione». Comincia con questa puntata una nuova rubrica su tempi.it.

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Giovanni Allevi da molti anni fa parlare di sé. Riempie teatri e palazzetti dello sport. Tanto l’inchiostro versato per analizzare il “mondo Allevi”, alcune volte per criticarlo aspramente altre per esaltarlo come l’uomo che ha dato nuova linfa alla musica “colta”. Non è questo il luogo dove analizzare quanto sia veritiero il fenomeno e i punti che non “quadrano”. Di Allevi colpisce la fantasiosa loquacità che mostra al pubblico dei suoi concerti che è il medesimo dei suoi libri, durante le interviste e le “ospitate” televisive e radiofoniche.
Dopo giornate passate immerso nella lettura e nell’ascolto del “Giovanni Allevi pensiero”, la profonda domanda che mi rode è la medesima di Claudio Cerasa nell’ascolto di Nichi Vendola… 

Allevi ma che stai a di’? Ecco una raccolta delle frasi più folgoranti del pianista marchigiano.

Come definirebbe la sua musica?
«Ah nulla, nulla! Niente di niente. Io non sono nulla. Che bello starsene nella sedia a sdraio del nulla, nella totale mancanza di definizione, anche nella totalità mancanza della mia stessa identità. Mi sento molto meglio così! Sono nulla».
(Paola Pierdomenico, intervista Allevi per Tusciaweb)

Twitter: @maestroleone
allegrotempestoso.blogspot.com
 

 

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