Adolfo Wildt, scultore di anime e di forme

Ai Musei San Domenico di Forlì più si contempla Adolfo Wildt, scultore ritrovato di volti parlanti, accostato ai grandi maestri del passato che furono fonte d’ispirazione per l’artista milanese

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Fanno quasi paura i volti modellati sul marmo di Adolfo Wildt. Riecheggiano le maschere teatrali, la risata smoderata, il terrore agghiacciante, la tristezza elegante: sono la più intima espressione dell’anima umana. Ma cosa ci stanno a fare le sue opere insieme alle quelle di artisti come Cosmè Tura, Antonello da Messina, Durer, Michelangelo, Previati, Casorati, lontani nei modi, nei tempi e nei luoghi? Ai Musei San Domenico di Forlì si celebra un connubio, quello tra lo scultore milanese da tempo quasi dimenticato e le opere di grandi maestri a cui lui stesso si era ispirato per giungere a quelle suggestivissime sculture decisamente anticonformiste.


Ecco allora la Maschera dell’idiota, il Carattere fiero – Anima gentile, accostarsi alla Madonna della pera di Durer e alla Preghiera di Casorati. Incontrollabile l’istinto nel cercare quel particolare che possa legare composizioni così diverse. A volte lo si rintraccia in un profilo, altre in uno sguardo. Wildt – L’anima e le forme tra Michelangelo e Klimt è un percorso che travolge tra passato e presente, visitabile fino al 17 giugno 2012.

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •