«400 milioni di bambini» dopo, la Cina cambia la legge sul figlio unico

Il partito comunista cinese abolisce la legge sul figlio unico. Un comunicato diffuso da Xinhua spiega che la decisione verrà presa prima della fine del quinto plenum del Comitato centrale del Pcc. La notizia è di quelle importanti ma l’entusiasmo di tanti media va smorzato.
La legge che permetteva alle coppie di avere solo un figlio (salvo alcune eccezioni per le minoranze etniche e per i residenti in campagna il cui primo figlio era femmina) è stata introdotta nel 1979 e in 36 anni ha impedito, secondo le vanterie del partito, la nascita di «400 milioni di bambini». Nel nome della legge sono stati commessi abusi terribili, culminanti negli aborti e sterilizzazioni forzate: per capire di che cosa si tratta, basta leggere le storie della signora Lü, Feng Jianmei, Yang YuzhiZeng LiliLi Fengfei e Li Defu.

L’ECONOMIA RALLENTA. Nel 2013, in occasione del terzo plenum, la legge è stata allentata e alle coppie formate da due figli unici è stato concesso di avere due figli. I motivi, come si può immaginare, sono tutti economici: la forza lavoro cinese continua a calare (solo nel 2012 era scesa di 3,45 milioni di persone, nel 2014 di altri 3,7 milioni), l’economia rallenta e i consumi non bastano a sostenerla. Inoltre, la famiglia cinese, tradizionalmente numerosa, è stata distrutta: grazie alla legge centinaia di migliaia di anziani sono costretti alla solitudine e il sistema pensionistico è al collasso.

MANCANO LE DONNE. E ancora: il tasso di natalità della Cina è fermo a 1,18 figli per coppia. La preferenza culturale e pratica per i maschi ha portato il Dragone ad essere il paese con il «più grave squilibrio di genere al mondo». All’appello mancano infatti 40 milioni di bambine, nel paese vengono effettuati 13 milioni di aborti all’anno (molti selettivi) e i maschi sono 33 milioni in più delle femmine.

cina-aborto-Li-Fengfei

NUOVA LEGGE NON FUNZIONA. Il partito comunista si è reso conto del suo errore, e questo è positivo, ma ci sono due motivi per cui non bisogna esultare più di tanto. Il primo riguarda un problema pratico: ci vorranno molti anni prima che i cinesi ricomincino a fare due figli per coppia. Anche quando la legge è stata allentata, infatti, non ha funzionato granché: come riporta AsiaNews, su 11 milioni di coppie che potevano avere due figli, solo 1,45 milioni ne hanno fatto richiesta (per ogni gravidanza, infatti, bisogna comunque chiedere il permesso). Oltre all’abitudine, gli stipendi non sono più adeguati per avere una famiglia più numerosa.

L’ARROGANZA DEL REGIME. Il secondo motivo per cui non bisogna lasciarsi trasportare troppo dall’entusiasmo riguarda un problema di fondo. La Cina permetterà presto di avere due figli invece che uno o uno e mezzo, ma è sempre lo Stato, cioè il partito comunista, che decide quanti figli può avere una coppia di cinesi. La pianificazione familiare non finisce, semplicemente cambia i suoi parametri a seconda delle necessità. Ci sono troppi cinesi? Legge del figlio unico. Ce ne sono troppo pochi? Legge dei due figli. Cambia la quantità, ma l’arroganza con cui il regime si intromette in uno degli aspetti più intimi della vita di una coppia resta la stessa. E resta inaccettabile: a prescindere dai numeri.

Foto bambina Ansa/Ap


  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •