Bernardini e Perduca (Radicali): «La condanna di Farina? Incredibile e lunare»

Intervista a Rita Bernardini e Marco Perduca sulla condanna di Renato Farina a due anni e otto mesi per falso in atto pubblico: «Sono quattro anni che agisco come Farina e nessuno mi ha mai detto niente».

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«È una sentenza che ha dell’incredibile, la definirei lunare». È deciso il commento a tempi.it della parlamentare radicale Rita Bernardini (nella foto) sulla condanna a due anni e otto mesi, senza la sospensione condizionale della pena, comminata dal giudice del tribunale di Milano Elisabetta Meyer al deputato del Pdl Renato Farina per “falso in atto pubblico”. Dello stesso avviso il senatore radicale, all’interno del gruppo del Pd, Marco Perduca: «Non so se si possa parlare di persecuzione nei confronti di Farina – dichiara a tempi.it – ma di sicuro non ho mai visto una sentenza del genere».

Il “falso” di Farina risalirebbe al 17 febbraio scorso, quando il deputato è entrato a Opera a fare visita al detenuto Lele Mora accompagnato da un ventenne non implicato nelle inchieste riguardanti il detenuto, ma pur sempre non figurante tra i collaboratori ufficiali di Farina. «La condanna mi sembra lunare – commenta Bernardini – perché grazie all’art. 67 dell’Ordinamento penitenziario (Legge 26 luglio 1975 n. 354) gli istituti penitenziari possono essere visitati “senza autorizzazione” da figure istituzionali precise, tra cui i parlamentari, come me o Farina. Il comma 2 dello stesso art. 67 precisa poi che “l’autorizzazione non occorre” nemmeno per coloro che accompagnano le persone di cui al comma precedente per ragioni del loro ufficio».

Esiste una circolare del ministero della Giustizia che richiede che le persone che accompagnano i parlamentari siano collaboratori con contratto a prestazione continuativa. «Questo non solo varia da carcere a carcere – continua Bernardini – ma soprattutto non c’entra niente con la legge. Infatti io, che ho fatto quasi 200 visite in carcere, quasi sempre porto con me i radicali del luogo dove si trova il penitenziario, che evidentemente non sono miei dipendenti. Di più, tra questi spesso c’è anche Marco Pannella, che non è più parlamentare da anni, e che evidentemente non lavora per me».

«Io sono entrato a San Vittore a maggio – aggiunge Perduca (nella foto) – avevo tre persone al seguito, nessuna di queste era un mio collaboratore, eppure non è successo niente, nessuno ha detto niente. Se Farina ha infranto la legge, anch’io infrango sempre la legge perché pur non avendo collaboratori, ogni volta che entro in carcere lo faccio sempre accompagnato da alcune persone».

Anche se si trattasse di infrazione, sarebbe un’infrazione «opportuna» per Perduca: «Chi lavora nella commissione diritti umani e visita i penitenziari che sono sparsi per l’Italia non si porta sempre dietro il portaborse romano. Prima di tutto perché queste carceri non sono solo a Roma ma in tutto il paese e poi perché è più importante avere al seguito una persona del luogo, che conosce il territorio e che quindi ha una sensibilità maggiore e fa più attenzione ai dettagli. Noi radicali, poi, non abbiamo collaboratori fissi».

A Farina, conclude Perduca, «gli hanno tirato davvero un bello scherzetto, neanche la sospensione condizionale della pena gli hanno dato. Io faccio come lui da quattro anni, eppure nessuno mi ha mai detto niente».

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