Belgio, il Senato dice sì all’eutanasia per i minori. Nessun limite di età: anche un bambino di 5 anni potrà richiederla

Il Senato ha votato di notte, la legge è passata con 50 voti a favore e 17 contrari. Ora la legge passerà alla Camera e poi tornerà al Senato per il voto definitivo

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Ieri notte il Senato del Belgio ha approvato l’estensione dell’eutanasia ai bambini con 50 voti a favore e 17 contrari. Come anticipato a tempi.it da Carine Brochier, tra i direttori dell’Istituto europeo di bioetica, non c’è stato dibattito in aula. Ora la legge passa alla Camera e poi tornerà al Senato per il voto definitivo.

NESSUN LIMITE DI ETÀ. L’eutanasia per i minori è la legge più liberale mai approvata al mondo perché i politici si sono rifiutati di mettere un limite d’età: anche un bambino di 5 anni, quindi, potrà farsi uccidere se prova una sofferenza insopportabile di ordine fisico, se è in fase terminale, se i suoi parenti sono d’accordo e se uno psichiatra attesta che è in grado di discernere quello che sta facendo.
Purtroppo, come è stato dimostrato nel caso della legge sull’eutanasia del 2002, gli abusi sono continui, i casi per cui è possibile ottenere la “dolce morte” sono aumentati a dismisura (sempre più malattie, anche non terminali) ed è impossibile controllare se si verificano irregolarità.

«NUOVA FORMA DI BARBARIE». Scrivono un gruppo di medici belgi su euthanasiestop.be: «Un testo pericoloso per la sicurezza dei nostri bambini gravemente malati è stato votato, senza che si siano soppesate le conseguenze. Il valore della vita di un bambino ora ha un prezzo stabilito dagli adulti che non mancheranno di influenzarli. I bambini malati non pensano spontaneamente all’eutanasia, quindi non c’era bisogno di approvare questa legge ma di accompagnare i loro genitori».
«Abbiamo ragione di essere profondamente rattristati e estremamente inquietati dall’evoluzione della legge sull’eutanasia in Belgio. I cittadini belgi sembrano volersi incoraggiare a chiedere e ottenere un medicinale che metta termine alla loro vita e non si valorizza invece la vera compassione per i malati e più deboli. Una nuova forma di barbarie è in cammino a tutta velocità».

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