«Il peccato originale del Belgio è di essersi consegnato all’Arabia Saudita in cambio di petrolio»

Intervistato dal giornale La Libre, il ministro belga Rachid Madrane fa autocritica: «Avremmo dovuto stare più attenti con le correnti più estremiste dell’islam. Ora dobbiamo sradicarle»

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Dopo gli attentati a Bruxelles ripubblichiamo un nostro articolo apparso su tempi.it il 19 novembre 2015.

Pas d’amalgame, non generalizziamo, è la parola d’ordine di queste ore in Francia e Belgio, dopo la strage di Parigi. L’espressione solitamente è usata per non identificare l’islam tout court e il terrorismo, ma il ministro francofono belga Rachid Madrane, responsabile dell’Aiuto alla gioventù e delle Case di giustizia, la utilizza anche in un’altra accezione.
Intervistato dal giornale belga La Libre, ha denunciato «l’incoerenza dei paesi occidentali»: «Il peccato originale, in Belgio, consiste nell’aver consegnato le chiavi dell’islam nel 1973 all’Arabia Saudita per assicurarci l’approvvigionamento energetico». Come si fa, si chiede oggi il ministro, a «precipitarsi a Riyad per firmare contratti economici, sapendo bene che è uno dei paesi che fa il doppio gioco sulle questioni legate all’islam?».

MOLENBEEK. È dal quartiere di Molenbeek, oasi del terrorismo islamico nella capitale Bruxelles, che venivano due degli attentatori francesi ed è lì che l’ultima strage, come molte altre, è stata organizzata. Molte moschee sono state aperte in Belgio dall’Arabia Saudita, che organizza anche corsi di islam, mentre lo Stato mette a disposizione molte borse di studio per andare a Riyad. Il risultato è che oggi nel paese «la pratica dell’islam ha subito le infiltrazioni di wahabismo e salafismo».

LE DIFFICOLTÀ. Che fare dunque? Madrane ha le idee chiare: innanzitutto «bisogna che i musulmani si interroghino sul modo in cui il culto si organizza nei paesi non musulmani. Ma questo è difficile perché non c’è il clero, non c’è un’autorità legittima riconosciuta da tutta la comunità musulmana a cui le autorità possono rivolgersi. Il Belgio ha provato a organizzare le moschee e tutto il resto ma c’è un islam clandestino, minoritario, con pratiche rigoriste che pone molti problemi all’Occidente e anche ai paesi arabi».
L’autocritica del ministro dovrebbe essere ascoltata da tutti i paesi europei. Il Belgio, insiste Madrane, «avrebbe dovuto stare più attento con le persone che praticano una versione simile dell’islam». Ma ora che la frittata è stata fatta, queste correnti «pericolose e settarie devono essere sradicate. Io penso che questa ormai sia una necessità e la sfida» è tanto dei governi occidentali quanto del «mondo musulmano».

Foto Ansa


  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •