Barca casca nello [link url=https://www.tempi.it/barca-casca-nello-scherzo-della-zanzara-de-benedetti-mi-vuole-ministro-ma-sono-fuori-di-testa#.UwJcwUJ5NQZ]scherzo[/link] della Zanzara: «De Benedetti mi vuole ministro, ma sono fuori di testa!»

«È iniziata la sarabanda del paron della Repubblica che continua. Lui non si rende conto che io più vedo un imprenditore dietro un’operazione politica più ho conferma di tutte le mie preoccupazioni»

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Scherzaccio della trasmissione radio La Zanzara all’ex ministro Fabrizio Barca cui ha telefonato Andro Merkù, un imitatore che si è spacciato per Nichi Vendola. Barca dice di essere sotto pressione da parte di Carlo De Benedetti e Repubblica che gli chiedono di diventare ministro. Barca non si limita a spiegare il suo diniego ma rivela che il progetto non sta in piedi, non lo convince, non gli piace: «Non c’è un’idea, c’è un livello di avventurismo, siamo agli slogan… Questo mi rattrista, sto male, sono preoccupatissimo perché vedo uno sfarinamento veramente impressionante». «Sono colpito – dice Barca – dall’insistenza, il segno della loro confusione e disperazione… e poi in tutto questo ovviamente io dovrei essere quello tuo… e ovviamente c’è pure la copertura a sinistra… sono fuori, sono fuori, sono fuori di testa!». Con Renzi, spiega, non ha mai parlato, solo con Graziano Del Rio: «Ho parlato con Graziano e pensavo 48 ore fa di averla stoppata questa cosa se fallisce anche questa è un disastro, però non possono pretendere che le persone facciano violenza ai propri metodi, ai propri pensieri, alla propria cultura. Quindi sono stato proprio chiarissimo evitiamo che nasca una cosa alla quale vengo forzato».

UNA BELLA PATRIMONIALE. Il pressing più pesante lo ha subito da Carlo De Benedetti: «È iniziata la sarabanda del paron della Repubblica che continua. Lui non si rende conto che io più vedo un imprenditore dietro un’operazione politica più ho conferma di tutte le mie preoccupazioni. Con un forcing diretto di sms, attraverso un suo giornalista, con una cosa che hanno lanciato sul sito “chi vorresti come ministro dell’Economia” dove ho metà dei consensi. Questi sono i metodi. Legittimi, per carità. Questo è il modo di forzare, di scegliere, di discutere. Non una volta chiedendomi: ma se lo fai cosa fai? Se io dico che voglio fare una patrimoniale da 400 miliardi di euro, cosa che secondo me va fatta, tu cosa rispondi? Mi dici che va bene?».

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