Antonio Simone: Gli scarafaggi, il basilico e l’urlo nella notte

L’invasione dei «graziosi animaletti» in cella, la battaglia per la difesa del territorio e il marocchino portato al pronto soccorso. Decima lettera dal carcere di San Vittore.

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Decima lettera inviata a tempi.it da Antonio Simone, detenuto nel carcere di San Vittore a Milano. In coda trovate le precedenti missive.

Fino a pochi giorni fa le cibarie stavano sul davanzalino del bagno come in frigorifero. Poi, col caldo, sono comparsi dieci grossi scarafaggi sul davanzalino e altri venti in cella. Così abbiamo iniziato i lavori di ristrutturazione.

Ikea (nomigliolo di un compagno di cella di Simone, ndr) ha comprato cinque barattoli di Vinavil (pubblicità occulta) e ha spostato tutti i mobili pensili sul muro opposto.
A quel punto, è iniziata la nostra difesa a oltranza del territorio. Eravamo tutti lì a vedere se entravano, se è vero che hanno paura degli uomini, quali siano gli odori che danno loro fastidio.

Poi abbiamo provato a dormire. E qui dormi con la testa a 15 centimetri dal suolo, dove scorrazzano quei graziosi animaletti. Ma quello che ci ha svegliato è stato un urlo proveniente dal raggio. Sono arrivati gli agenti e hanno portato via un marocchino che si era tagliato sulle braccia e sul collo. Autolesionismo. L’hanno portato al pronto soccorso, cucito, medicato e riportato in cella.

Così siamo ritornati a letto, cercando di riaddormentarci nella speranza che fosse vero che gli scarafaggi hanno paura degli uomini e che l’odore del basilico li tiene lontani.

Antonio Simone

Lettere precedenti:

1. Lettera dal carcere di Antonio Simone. Con una domanda a Repubblica

2. Anche da un peccato può nascere un po’ più di umanità

3. «Ezio Mauro, se vuoi farmi qualche domanda, sono pronto»

4. Io, nel pestaggio in carcere con cinghie e punteruoli

5. La rissa e l’evirazione. Storie di ordinaria follia a San Vittore

6. In quel buio che pare inghiottirmi, io ci sono

7. Repubblica mi vuole intervistare. Ok, ma a due condizioni

8. Cresima in carcere con trans. Sono contento

9. Mi dimetto da uomo. Meglio essere un porco

 

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