Anche per i Balotelli di Repubblica, ci vorrebbe un Bonucci che tappi loro la bocca

Che un uomo debba vivere senza nemmeno un Bonucci qualsiasi al proprio fianco è una cosa molto triste, che fa quasi piangere.

Il momento più bello di Italia-Irlanda è stato quando Bonucci ha tappato la bocca a Balotelli per impedirgli di dire stronzate: una punta di blu intenso nella partita azzurra.

Ora, se fossimo a Repubblica, per fare un buon lavoro, si dovrebbe, per prima cosa, trovare un corvo nella squadra che ci riveli cosa Supermario volesse dire; poi si invocherebbe l’intervento della magistratura per punire quello sfogo contrario alla legalità; infine si inscenerebbe una piazzata con i post-it contro il gesto-bavaglio del difensore italiano.

Per fortuna siamo a Tempi e possiamo guardare la cosa per quello che è: un gesto d’amore. No, fermi! Non sto dicendo che i due sono i compari di Cecchi Paone. Sto parlando del puro sentimento di amicizia in ragione del quale si vuole impedire al proprio amico di fare una cosa che gli si ritorcerebbe contro, un aiuto per superare l’istintività con la ragionevolezza. Insomma, una cosa bella che ognuno di noi ha vissuto infinite volte nell’uno o nell’altro ruolo.

A questo punto non mi resta che provare a colpire di testa il cross che Antonio Simone ha lanciato dalla sua cella quando ha posto tre domande su Alberto Statera che, dalle colonne di Repubblica,vomita ogni settimana fiele bugiardo contro Cl e Formigoni.

La faccenda, caro Antonio, è che questo poveretto d’un giornalista, con molta probabilità, non ha neanche lo straccio di un amico, forse nemmeno di un familiare, che gli voglia bene al punto di mettergli una mano sulla bocca per impedirgli di dire scemenze e rendersi ridicolo.

Che un uomo debba vivere senza nemmeno un Bonucci qualsiasi al proprio fianco è una cosa molto triste, che fa quasi piangere.