Tu. Che potresti essermi sorella

Con la sua “Lettera a una ragazza in Turchia” Antonia Arslan inanella vicende cupe e piene di speranza. E dove il sangue rivela verità ignote

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Te Deum laudamus per il mio popolo mite e fantasticante

Antonia Arslan immagina la notte dell’inverno del 1915 in cui l’illusoria quotidianità degli armeni di Turchia maturò all’improvviso nella cosciente rassegnazione dei martiri. Un secolo fa nella cattedrale di Costantinopoli

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Molto di nuovo sul fronte occidentale

Viaggio in Nagorno Karabakh, dove tra antiche chiese e monasteri sventrati vive una comunità nobile e gloriosa, orgogliosa della propria identità

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