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Yara, procuratore di Bergamo: «Bossetti resta un presunto innocente»

giugno 17, 2014 Chiara Rizzo

Il capo della procura che ha indagato sul caso della ragazza uccisa nel 2010: «Era nostra intenzione mantenere il riserbo. È un indagato e la Costituzione prevede la presunzione di innocenza»

Massimo Giuseppe Bossetti (foto facebook)

Massimo Giuseppe Bossetti (foto facebook)

«Era intenzione della Procura mantenere il massimo riserbo. Questo anche a tutela dell’indagato in relazione al quale, secondo la Costituzione, esiste la presunzione di innocenza»: così è intervenuto il procuratore capo di Bergamo Francesco Dettori, dopo che da ieri campeggia su tutte le prime pagine la notizia del fermo di quello che per ora resta comunque solo il presunto, appunto, assassino di Yara Gambirasio, Massimo Giuseppe Bossetti, un muratore di 44 anni.

NUOVO INTERROGATORIO. Bossetti stamattina è stato riportato al comando provinciale dei carabinieri di Bergamo per essere interrogato ancora. Ieri, durante il primo interrogatorio con il pm si è avvalso della facoltà di non rispondere, limitandosi a dire di essere «serenissimo». Pochi istanti dopo, intorno alle 21.30, mentre a bordo di una gazzella veniva condotto in carcere, Bossetti ha visto per la prima volta la ferocia della folla contro di lui. Decine di persone del posto si erano radunate alla spicciolata, insieme ai cameraman e giornalisti di tutte le tv italiane, tutti si sono spintonati e accalcati intorno alla gazzella, urlando al “mostro”: «bastardo», «assassino». Malgrado nel caso Gambirasio addirittura un ministro dell’Interno, Angelino Alfano, abbia convocato una conferenza stampa per dichiarare ancor prima della procura che «l’assassino è stato preso», però, Bossetti resta ancora un presunto innocente, e le prove contro di lui vanno ancora valutate, anche con un confronto verbale tra lui, i difensori e gli inquirenti.

LE PROVE. Contro Bossetti in particolare pesano due indizi. Il primo è il risultato del test del dna che ha confermato che lui è il figlio illegittimo di Giuseppe Guerinoni, l’autista di Gorno morto nel 1999. Su slip e leggins di Yara sono state recuperate tracce di dna (il cosidetto “profilo ignoto 1” che per gli inquirenti appartiene all’assassino) che coincidono al 99,9 per cento (un caso più unico che raro) con quello di Guerinoni, ma che non combacia con quello dei figli legittimi dell’autista. Per questo le indagini sono proseguite per anni attraverso l’analisi di 18mila campioni, di cui 525 solo delle presunte amanti dell’autista, fino a che non ne è stato isolato uno, quello di Ester Arzufi, 67 anni, che negli anni 70 viveva a Parre (Bg), il paese di Guerinoni, ed è stata effettivamente amante dell’uomo. Da lui la donna aveva avuto due figli gemelli, ma poi aveva scelto di rimanere con il marito e di trasferirsi a Brembate, dove i ragazzi crescono, e dove anni dopo Massimo Giuseppe Bossetti frequenterà la stessa palestra di Yara Gambirasio.

CELLE TELEFONICHE E POLVERE DI CALCE. Il risultato del test genetico su Ester Arzufi è arrivato venerdì 13, e il match con il profilo genetico della madre di “ignoto 1” è totale. Andando a ritroso nella vita della donna, i carabinieri hanno quindi scoperto della relazione con Guerinoni e dei figli. Domenica sera, con lo stratagemma di un alcol test, i carabinieri di Bergamo hanno preso un campione del dna di Bossetti, e ieri nel primo pomeriggio il nuovo risultato: match perfetto con “ignoto 1”. Oltre alla prova del dna, su Bossetti pesa anche la verifica delle celle telefoniche. Risulta che il cellulare del muratore era nella zona in cui si trovava anche Yara alle 17.45 del 26 novembre 2010, poco dopo la scomparsa della ragazza. Poi pesa la professione stessa di Bossetti, dato che nei polmoni di Yara, dall’autopsia, è risultata la presenza di polvere di calce, come quella usata per lavoro da Bossetti nei cantieri.

NORMALITA’. Di Bossetti si sa che abita a Seriate, convive con una donna da dieci anni e hanno avuto tre figli, un maschietto e due bambine. Ha una passione per gli animali e ha un cagnolino: un insospettabile. Mai violento, mai un problema con la giustizia, nemmeno problemi con le banche o per i pagamenti.

 

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