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Winter School 2013: la formazione politica alla portata di tutti. E quest’anno si parla di genocidio armeno

gennaio 24, 2013 Matteo Rigamonti

Il presidente della scuola di formazione di Difendiamo il Futuro, Giovanni Maddalena: «L’ideale che anima la vita della Winter School è conoscere e provare a giudicare tutto»

Una scuola per non fare del qualunquismo un’arte. E rieducare i cittadini e i politici alla verità e al gusto di giudicare le cose. Si terrà dal 25 al 27 gennaio, presso l’Hotel Holiday Inn delle Langhe di Cherasco (CN) la seconda sessione della quinta edizione della Winter School “L’arte della politica”, promossa dall’associazione culturale Difendiamo il futuro. Le iscrizioni sono aperte a tutti: studenti, neolaureati, imprenditori e politici ma anche persone comuni della società civile che ancora nutrono una passione per la res publica.

NON BASTANO I GAZEBO. «Quando sono stato eletto in Comune – spiega Silvio Magliano, ideatore della prima ora della Winter School, nonché primo presidente, ora dimessosi – nessun partito, nemmeno il mio (Pdl), organizzava percorsi di formazione che, non dico avessero dignità accademica, ma almeno quella di un master di primo livello. E a me non bastava che la formazione politica ricevuta fosse solo quella impartita nei gazebo: volevo qualcosa di più». È stata proprio questa la scintilla che ha dato origine alla Winter School: «Scopo della scuola di formazione è quello di approfondire, tramite il contributo di personalità autorevoli e indipendenti, la conoscenza delle tematiche e dei problemi che caratterizzano la vita pubblica della società italiana ed europea, in tutte le sue forme e aspetti». Questo è anche il motivo per cui «alla Winter School non si invitano politici impegnati a fare campagna elettorale; non ci interessa una linea di partito». Da sempre, inoltre, la Winter School presta particolare attenzione alle vicende delle minoranze nel mondo e al mondo del non profit.

DALL’ARMENIA ALLA CRISI EUROPEA. Quest’anno, il protagonista del consueto incontro-dibattito del sabato sera della Winter School sarà il viceministro per la Diaspora della Repubblica di Armenia, Vahe Jilavyan, con il quale sarà possibile riscoprire e approfondire una delle più grandi tragedie del ventesimo secolo: il genocidio armeno. Proprio il 6 febbraio 2012 il Comune di Torino ha, infatti, riconosciuto, con l’approvazione di un ordine del giorno, il genocidio. «Torino è stata uno degli ultimi capoluoghi d’Italia a riconoscere il genocidio degli Armeni e ad impegnarsi per il riconoscimento internazionale di esso, anche da parte della Turchia», ha spiegato Magliano.
Il viceministro interverrà insieme a Pietro Kuciukian, console onorario della Repubblica di Armenia a Milano, e a Baykar Sivazliyan, presidente dell’Unione degli Armeni d’Italia. Sabato mattina interverrà, invece, Marco Bardazzi, caporedattore centrale e digital editor de La Stampa, sul tema “L’informazione politica nell’era dei nativi digitali”. Nel pomeriggio ci sarà la lectio magistralis di Carlo Ossola, docente di Letterature Moderne dell’Europa Neolatina presso il College de France di Parigi, dal titolo “A nord del futuro: ideali e ideologia”. Domenica si succederanno, infine, i due interventi di Emilio Colombo dell’Università Bicocca di Milano, che affronterà “La crisi europea tra istituzioni ed economia” e, nel pomeriggio, di Damiano Palano dell’Università Cattolica di Milano che approfondirà il tema “Democrazia: ideali, principi, ideologie”. Nella terza sessione della scuola, in calendario per il 22-24 febbraio, sono previsti, tra gli altri, gli interventi di Michele Vietti, vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura, e di Domenico Lombardi della Brookings Institution, uno dei più influenti tihnk tank mondiali. Il programma dettagliato è disponibile sul sito www.winterschool.it.

APERTURA TOTALE. «L’ideale che anima la vita della Winter School – spiega a tempi.it Giovanni Maddalena, attuale presidente della Fondazione e della scuola di formazione – è quello di conoscere e provare a giudicare tutto, a partire da una precisa identità, quella cattolica, e andando oltre i vuoti stereotipi di “destra” e di “sinistra”, dialogando con tutte le persone che possono avere qualcosa da insegnarci». Questo è, infatti, il «contributo attivo che un’associazione laica e apartitica come è Difendiamo il Futuro può dare alla vita della società, favorendo una reale comprensione dei temi e dei problemi che interessano gli uomini e il Paese». E ancora: «Il metodo privilegiato da noi è quello di mantenere un taglio culturale nell’affrontare le questioni, un’apertura totale lontana da ogni sorta di posizione ideologica. Allenarsi a giudicare quello che capita: questo è il nostro scopo. Così che si possa anche collaborare a riportare i cittadini ad interessarsi nuovamente della politica, che è importante per tutti, anche per i cattolici».

FINO IN ARGENTINA. L’iniziativa coinvolgerà, nell’arco dei tre week end, un totale di quattrocento persone; tutti paganti o che possono frequentare la Winter School grazie a borse di studio messe a disposizione da enti e soggetti del territorio. Di questi almeno il 65 per cento sono giovani under 35. Molti sono poi i dirigenti che hanno deciso di recarsi a Cherasco per formarsi. Quest’anno, l’associazione ha in programma di realizzare “micropillole” di Winter School in giro per tutta Italia e anche in Argentina.

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