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Vuoi abbattere l’evasione fiscale? «Abbassa le tasse»

luglio 23, 2012 Redazione

Lo scrive Angelo Panebianco sul Corriere della Sera: sono le tasse alte che causano l’evasione. Dare la colpa all’evasione fiscale delle tasse alte è nascondere il problema dell’enorme spesa pubblica.

«A fronte di una pressione fiscale che ha raggiunto il 55% (e oltre), è facile scommettere che quello fiscale sarà l’argomento che più terrà banco» nella prossima campagna elettorale dei partiti. Lo scrive oggi Angelo Panebianco (nella foto) sul Corriere della Sera, avvertendo: «Nella schiacciante maggioranza dei casi si tratterà di bluff o di promesse da marinaio. Come riconoscere i bluff? Ci sono, sostanzialmente, due modi per bluffare in maniera di tasse. Il primo è proprio di coloro che promettono drastiche riduzioni della pressione fiscale senza spiegare dove troveranno le risorse necessarie».

Il secondo modo, continua Panebianco nel suo editoriale, «è più sottile, più subdolo: è proprio di coloro che attribuiscono la responsabilità dell’elevata tassazione vigente all’eccesso di evasione fiscale, e, per conseguenza, promettono di colpire gli evasori fiscali al fine di ridurre le tasse». La tesi secondo cui per ridurre il carico fiscale bisogna prima stanare gli evasori, insiste Panebianco, è condivisa da molti «ma è falsa. È vero infatti l’esatto contrario. Per contrastare, come è doveroso fare, l’evasione fiscale, non basta, anche se è ovviamente necessario, usare gli strumenti repressivi: bisogna anche ridurre in modo cospicuo le tasse. Soltanto una riduzione della pressione fiscale, infatti, può spingere l’evasore, o il potenziale evasore, a rifare il calcolo delle proprie convenienze, a cambiare la propria valutazione dei vantaggi e di rischi dell’evasione».

A riprova di questo, fa notare, l’evasione aumenta sempre quando aumentano le tasse. Ma puntare tutto sull’evasione ha anche un altro difetto: distoglie «lo sguardo dalla principale causa del regime di tasse alte: la presenza di un amplissimo stuolo di rent-seekers, di cercatori e percettori di rendite che campano di spesa pubblica, che prosperano grazie a un sistema pubblico che combina alti costi di mantenimento e, soprattutto in certe zone del Paese, l’erogazione di servizi scadenti. È lì che si annidano i più strenui difensori del regime di tasse alte».

Il modo migliore per contrastare l’evasione fiscale è quindi «contrarre la spesa pubblica» anche se difficile perché «i percettori di rendita da spesa pubblica sono numerosissimi, e ciò li rende assai potenti, sanno come ricattare elettoralmente i partiti, tutti i partiti. Conclude Panebianco: «Ci sono coloro che, scambiando il sintomo con la causa, sono convinti che a provocare le guerre siano i mercanti d’armi (…). Allo stesso modo, ci sono coloro che non comprendono, o fingono di non comprendere, che l’evasione fiscale è un deprecabile effetto, ma non la causa, delle tasse alte. Converrà guardarsi da costoro nella prossima campagna elettorale».

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5 Commenti

  1. Giusi Tarantini says:

    Finalmente!!! Qualcuno che dice la verità sull’evasione fiscale. Ringrazio Panebianco per aver dato voce e nome allla ribellione che sento dentro di me quando sento parlare moralisticamente di questo argomento.

  2. mario says:

    Credo che sia una delle più grosse balle su cui si fonda il berlusca-pensiero.
    Abbassare le tasse non rende automaticamente le persone da disoneste in oneste.
    Chi oggi giustifica il non essere un buon Cittadino dicendo che le tasse sono troppo alte per pagarle, se fossero dimezzate troverebbe un’ altra scusa.
    Credo che l’ onestà interiore quando c’è prevalga su tutto.
    Quelli che beccano come evasori totali li scoprono perché hanno un tenore di vita esagerato rispetto a quello che dichiarano. Non evadono per potere mangiare!
    C’è ancora chi non ha capito che le tasse alte per gli onesti sono dovute ai disonesti che non pagano la loro parte?
    Non sarebbe ora di cominciare a condannare chi cerca soltanto di giustificare la propria disonestà?

  3. lu8051 says:

    Nel mondo non c’è un legame di proporzionalità diretta fra valore dell’imposizione fiscale ed evasione. E’ evidente che riducendo l’imposizione, si riduce la quantità di denaro evadibile e quindi si riduce l’evasione: la volete eliminare ? basta eliminare tutte le tasse, vedrete che dopo non ci saranno più evasori.

    E’ corretto quanto dice Mario: ci sono persone oneste che pagano le tasse, e persone disoneste che non lo fanno o lo fanno solo in parte. Queste persone vanno perseguite, non premiate dicendo “avevate ragione, vi stavamo chiedendo troppi soldi”. Non è moralismo, si tratta semplicemente di applicare il codice civile e il codice penale.

  4. EVASCO ROSSI says:

    Ma sì, basta con queste tasse. Basta con questi escamotage per cercare di pagarne di meno, ovvero di non pagare le accise sul carburante del mio yacht, e di non pagare l’iva della stessa imbarcazione con queste inutili società di comodo. Tanto, come dice Panebianco, pagarle non serve a ridurle agli altri, basta colpire”i cercatori e percettori di rendite che campano di spesa pubblica” come alcuni giornalisti che vivono grazie ai NOTEVOLI contributi pubblici all’editoria…”EVADO al massimo, EVADO a gonfie vele”

  5. Luca says:

    Che tristi commenti leggo, moralistici e col sottofondo da parassita, riflettete per favore su questo assunto scritto da Panebianco “Soltanto una riduzione della pressione fiscale, infatti, può spingere l’evasore, o il potenziale evasore, a rifare il calcolo delle proprie convenienze, a cambiare la propria valutazione dei vantaggi e di rischi dell’evasione”, a fronte di minor guadagno evaso si rischia uguale o peggio…questo spinge a ridimensionare l’evasione, o il pensiero dell’evasione.
    I sedicenti onesti, ultradifensori del sistema impositivo (o della balorda idea del meno evasione-meno tasse, come se lo stato non fosse un pozzo senza fondo) sono probabilmente i primi a guadagnarci o probabilmente i minori contribuenti (che di solito coincidono con i maggiori fruitori dei servizi sociali) della nostra povera italietta socialista…

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