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Vorrei avere il coraggio di morire al posto dei martiri perseguitati dal califfo

giugno 14, 2015 Renato Farina

Bisognerebbe fare una convenzione con il califfo. Più severità: blocchi i migranti che vogliono venire da noi. Qualche “pazzo” però direbbe di no

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Articolo tratto dal numero di Tempi in edicola (vai alla pagina degli abbonamenti) – Ho letto che i miliziani dello Stato islamico stanno facendo un lavoretto niente male per frenare l’immigrazione in Italia, e in questo senso credo vadano finanziati e incentivati. Un lavoro direi severo ma umanitario nei nostri confronti di europei invasi. Infatti i jihadisti del califfo fanno già in terra africana, come auspicato da molte parti, se non un vero e proprio blocco, almeno una scrematura di pretendenti asilo politico. Molto semplicemente propongono un test, direi moralmente ineccepibile, basato sul merito, dove non funzionano le raccomandazioni. Se attraversi l’Africa ma non sei preparato in dottrina musulmana vuol dire che sei cristiano. Pertanto infedele. Dunque alt! Gli uomini sono decapitati, le donne rese schiave. Gli eritrei sono i predestinati a questo trattamento. Coloro che fuggono da Asmara sono spessissimo cristiani. Dunque i jihadisti ci risparmiamo un bel po’ di profughi e di spese di mantenimento. Meno gente da salvare in mare e poi da accogliere negli hotel con piscina (Salvini la tira fuori spesso la storia della piscina. Garantisco che chi ha attraversato sui gommoni il Mediterraneo odia la piscina, specie quelle piene. Sono allergici a qualsiasi pozza d’acqua più profonda di 20 centimetri).

Bisognerebbe fare una convenzione con il califfo. Più severità. Qualche eritreo cristiano infatti la fa franca. Ciò è dovuto al fatto che il regime islamico-comunista di Isaias Afewerki, a suo tempo reclamizzato come il Bengodi anche da Antonello Venditti, costringe a studiare il Corano a scuola, con il risultato che molti barano e riescono a passare l’esame di sopravvivenza.

La smetto. Okey. Sto facendo del sarcasmo su me stesso. Sono, come quasi tutti gli italiani, dell’idea che ne stiano arrivando troppi da Africa e Asia, e che ci vorrebbe un maledetto onesto dittatore che si tenga in casa i propri connazionali e rispedisca nel paese d’origine chi vuole arrivare da noi, dove non c’è lavoro e non abbiamo risorse per accogliere ancora altra gente.

Eppure quando dicono che l’Isis decapita eritrei cattolici o etiopi copti e schiavizza cristiane nigeriane, diciamo: basta persecuzioni di cristiani, l’islam è assassino, non possiamo permettere invasioni musulmane con terroristi annessi e connessi. Ma in realtà faremmo la firma e daremmo dei soldi al dittatore eritreo Afewerki perché riprenda in casa i fuggitivi, cristiani o no, li ammazzi pure, purché non vengano da noi a romperci le scatole. E se accadesse, spremeremmo due lacrimucce persino sincere, denunceremmo l’infamia islamica. Sarebbe un pacchetto tutto compreso di indignazione e sollievo. Per questo se il califfo ci garantisse di tenersi tutti gli africani e i mediorientali, decapitando chi gli pare e firmasse un trattato di non aggressione reciproca, bloccando il terrorismo in casa nostra, in Italia destra e sinistra sarebbero compattamente d’accordo e pure il popolo plaudirebbe sanando il conflitto tra istituzioni e cittadini.

Qualche pazzo però direbbe di no, e vorrebbe morire al posto di eritrei e caldei. Vorrei essere tra quei pazzi.

La notizia letta da Boris è questa. L’Isis ha rapito 86 rifugiati eritrei, probabilmente cristiani, in Libia. Lo ha reso noto Meron Estefanos, attivista per i diritti umani e co-fondatore della Commissione internazionale per i rifugiati eritrei a Stoccolma, al sito internet britannico IBTimes. Gli africani, tra cui dodici tra donne e bambini, sono stati rapiti il 3 giugno mentre erano in viaggio verso Tripoli. La maggior parte di loro proviene dalla città di Adi Keih, nota per la sua opposizione al regime di Asmara. «I miliziani dell’Isis hanno chiesto chi era musulmano e chi no. Tutti hanno detto che erano musulmani, ma quando hanno chiesto loro di recitare alcuni versetti del Corano, non sono stati in grado di farlo», ha detto Estefanos, citando testimoni oculari che sono riusciti a fuggire.


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8 Commenti

  1. Rept_Iuvnt scrive:

    Prima che entrino in funzione gli hackers e che sia impedita ai lettori un confrontarsi con un punto di vista alternativo che aiuti a comprendere meglio quello che sta accadendo, reposto l’articolo di Blondet.

    “L’alto commisssario ai diritti umani (sic) è il principe Zeid Ra’ad al-Hussein: membro della famiglia reale giordana ed ex ambasciatore in Usa, il che spiega tutto. Specie se si ricorda la parte che la Giordania ha avuto ed ha come centrale di addestramento e formazione delle torme islamiste scatenate contro la Siria e l’Irak.

    Che cosa ha proposto dunque il principe? Siccome la coalizione anti-Califfo non riesce a stroncare Daesh “nonostante un investimento senza precedenti in termini finanziari e di forza d’urto militare”, le Nazioni Unite dovranno intavolare conferenze di pace con questa forza – come del resto si sono fatte coi talebani in Afghanistan e i paramilitari in centro-America. Insomma la proposta è una fase dello sdoganamento dei terroristi islamici a cui sta puntando l’Amministrazione Usa, e che abbiamo già segnalata per Al Qaeda (Al Nusra): essa vuole che i suoi decapitatori preferiti siano presto promossi come parti legittime del conflitto, e farli sedere al tavolo dei negoziati dopo la fine delle ostilità, quando si tratta di smembrare Siria ed Irak secondo le linee etniche e religiose. Allora lo Stato Islamico sarà trattato come un partito legale, a cui bisogna riconoscere un territorio e la rispettabilità delle sue pretese.

    Notare che il mandante (e dunque l’Occidente intero) invece non vogliono negoziare nulla con il governo Assad, a cui non riconoscono nessuna legittimità; UNA LEGITTIMITà riconosciuta Chiese cristiane d’oriente al gran completo: che si sono riunite in Sinodo a Damasco (anziché come al solito a Beirut) proprio per sottolinaere la loro unità e la loro fedeltà al regime, che vacilla sotto i colpi dei wahabiti ed assassini. L’Eurropa non difende questi cristiani; gli Usa invece non sono alieni dal trattare con Al Baghdadi, il califfo di McCain … Verrà il momento in cui, se la sua truppaglia al Captagon conquista Baghdad, all’Onu alcuni stati (sauditi, giordani…) si alzeranno a proporre la creazione di uno stato islamico riconosciuto, il Califfato. Del resto, il mondo che ha riconosce il diritto a torme di khazari il diritto alla terra che fu degli ebrei di 2 mila anni orsono, può fare questo ed altro. Verrà il tempo in cui Al-Baghadi sarà ricevuto alla Casa Bianca, e potrà mandare un rappresentante all’Onu, ed ambasciatori nel mondo.

    Il gangsterismo statunitense sdogana i gansterismi locali che nutre ed arma. E’ il prezzo della “civiltà americana”.

    • Sionismo? No, grazie scrive:

      Ho l’impressione che se l’ideologia sionista fosse proibita, come giustamente si fa in molti paesi islamici, molti dei problemi del mondo sarebbero risolti. Analogamente al detto secondo cui dietro ogni grande uomo c’è una grande donna, si potrebbe affermare che dietro ogni complotto c’è un sionista.

      • Menelik scrive:

        HEIL HITLER !!!!!!!!!!!!

      • Raider scrive:

        “Dietro ogni complotto c’è un sionista”: no, dieto ogni complotto c’è un complottista che, diversamente, non avrebbe dove andare a sbattere la testa vuota. E che cambia nickname, per sentirsi in compagnia. Talvolta, trova chi ne condivide le paranoie: e accorrono qui perché non possono oscurare questo sito. Siccome non solo l'”ideologia sionista” (?) è probita in molti Paesi islamici, ma molto, molto altro: ma ai nazi-islamici interessano solo le loro monomanie. E siccome hanno nell’Islam – e non per un capriccio della sorte – ciò che fa al caso loro, giustificandone deliri, fanatismo, falsità, faziosità e odio, non c’è che dire:
        NO ALL’ISLAM!

  2. giovanni scrive:

    Renato, mi sa che sta arrivando il tempo in cui dovremo avere il coraggio di morire, e non al posto degli altri !

  3. leo alettil scrive:

    Il califfato va combattuto, il martirio non va cercato.

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