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Vivienne, la bambina di 8 anni che ha raccolto un milione di dollari vendendo limonata per «aiutare i bambini schiavi»

gennaio 19, 2014 Benedetta Frigerio

L’americana Vivienne Harr voleva «abolire la schiavitù dei bambini» e il suo banchetto a Doc Edgar Park è diventato così famoso che ha raccolto un milione in un anno. «Servire è la cosa più bella del mondo»

vivienne-harr-limonataVivienne Harr è una bambina americana di 8 anni, piena di energia e vivace ,che ha raccolto un milione di dollari in un anno vendendo limonate. Avete capito bene, un milione di dollari, e non c’è da stupirsi se è diventata famosa negli Stati Uniti. Tutto è cominciato quando la mamma di Vivienne, commossa, le ha fatto vedere una foto di due fratellini nepalesi, costretti a lavorare come schiavi, che mano nella mano trasportavano pietre: «Mi sono detta: “Voglio aiutarli e l’unico modo che conosco per raccogliere soldi è vendere la limonata”», ha raccontato Vivienne alla Nbc. La bambina voleva raccogliere 100 mila dollari «ma non avrei mai pensato di arrivare tanto lontano».

LIMONATA CONTRO LA SCHIAVITÙ. A premiarla è stato, insieme al suo cuore da bambina, la costanza. Vivienne non ha allestito il banchetto a Doc Edgar Park per qualche giorno, settimana o mese, ma ha venduto limonate per un anno intero. Il 52esimo giorno, poi, ha inviato questo tweet al giornalista del New York Times, Nicholas Kristof: «Ciao sono una bambina di 8 anni e sto vendendo la limonata contro la schiavitù ogni giorno fino a quando arriverò a 100 mila dollari».
Kristof ha ritwittato la bimba. E da lì in poi i suoi follower sono diventati prima centinaia, poi migliaia. La fama del suo stand è cresciuta a dismisura, come le vendite della limonata. Il 173esimo giorno, il sindaco di New York le ha permesso di portare il suo banchetto a Times Square e lì ha raggiunto l’obiettivo di 100 mila dollari che si era prefissata.

«SONO FELICE». Ma quando mamma e papà le hanno detto che ora poteva considerarsi soddisfatta lei ha ribattuto: «È forse finita la schiavitù dei bambini?». Il padre esterrefatto le ha risposto chiaramente di no. E lei: «Beh, quindi nemmeno io ho finito». Vivienne ha continuato ancora fino al giorno 365 e, arrivata a un milione di dollari, con l’aiuto dei genitori ha trasformato la limonata artigianale in un prodotto che ora viene venduto in 165 negozi del paese.
La bambina ha vinto centinaia di premi internazionali di beneficenza, comunicazione, business e no profit. Su di lei è stato anche girato un documentario che verrà presentato al prossimo Sundance film festival. Dalla vendita di limonata Vivienne ha imparato una cosa: «Pensavo che il massimo della vita fosse altro, invece sono così felice di servire, di aiutare. È questa la cosa più bella del mondo».

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7 Commenti

  1. beppe says:

    brava, bambina, e mentre tu vendi la limonata e ti ritwittano, i potenti che fanno finta di assecondarti continuano a mantenere o forse peggiorare quello che tu speri di combattere.

    • ftax says:

      Bravo intelligentone. Continua a lamentarti dello stipite scrostato, invece di gioire per la porta che si è aperta.

    • Enrico says:

      Caro Beppe, la storia la fa chi si muove non chi si lamenta

      • beppe says:

        queste notizie non mi commuovono. fatemi sapere come finisce la favoletta. grazie ( non sono cattivo come sembra, ma sono stufo di essere preso in giro).

        • Sergio says:

          «Pensavo che il massimo della vita fosse altro, invece sono così felice di servire, di aiutare. È questa la cosa più bella del mondo». Caro Beppe è questa la notizia e chi ce la dà è una bambina di 8 anni. Allora accogliamola così com’è, ringraziamo Vivienne che a 8 anni ci sta insegnando come vivere e ricordiamo anche cosa ha detto Gesù: “In verità vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli.” (Matteo 18,3). Pace e gioia.

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