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Villari (ex Margherita): «Col sacrificio di Lusi i parlamentari si illudono di salvarsi»

giugno 21, 2012 Pietro Salvatori

Intervista al deputato del gruppo Misto, uno dei pochi che si è espresso contro l’arresto dell’ex tesoriere. «Tanti colleghi hanno votato in base ai documenti pubblicati dai giornali»

Sono stati tredici i senatori che hanno votato contro l’autorizzazione a procedere nei confronti del collega, Luigi Lusi. Tra coloro che sono contravvenuti alle indicazioni del Pdl di astenersi e di tutti gli altri gruppi che si sono espressi favorevolmente c’è Riccardo Villari, oggi nel gruppo Misto, un passato tra le fila della Margherita e del Pd. «Se non fossimo stati informati da un memorandum dello stesso Lusi non avremmo avuto accesso ai documenti che ha a disposizione la Giunta per le autorizzazioni a procedere, che sono secretati».

Questo che vuol dire?
Che tanti colleghi hanno votato in base a ciò che hanno letto sui giornali. Che, giova ricordarlo, hanno pubblicato molti documenti che dovevano rimanere segreti ai fini della serenità delle indagini.

Un voto mediatico dunque?
Intendiamoci: non era in discussione la colpevolezza del collega, che è in qualche modo un reo confesso. Bisognava decidere solamente sull’arresto. E non vedo le ragioni per la custodia cautelare. Quello che riguarda Lusi è un procedimento che va avanti da cinque mesi. Avrebbe avuto tempo in abbondanza per inquinare le prove se avesse voluto.

Secondo lei non l’ha fatto?
Mi limito a registrare che alcuni suoi correi hanno tutt’ora disponibilità dei soldi soggetti ad indagine. E propongono di destinarli a quella piuttosto che a quell’altra opera meritoria. Una mossa encomiabile, ma forse tardiva.

Lusi paga anche colpe non sue?
Ho voluto esprimermi chiaramente in Aula. Nella Margherita c’è stata una gestione assai opaca dei fondi. Quando quella esperienza politica è terminata, l’associazione non è stata sciolta, ma l’assemblea, di cui facevo parte, non è più stata convocata. E nonostante molti di noi abbiano intrapreso scelte che ci hanno portati lontano dal Pd, tanti sono stati estromessi dalla gestione del passaggio da un soggetto all’altro.

Non tutti, a quanto sembra di capire.
Non tutti. Rutelli da fuori ha continuato a gestire molte cose. E mi è dispiaciuto non aver sentito in tutti questi mesi un’assunzione di responsabilità da parte sua. Politica, intendiamoci, non giudiziaria.

Perché il Pd ha abbandonato il suo uomo?
Credo che l’arresto di Lusi sia stato visto come una boccata d’ossigeno per tutta la casta. Che pensa di salvarsi sacrificando qualcuno dei suoi. Fosse per me, abolirei la facoltà del Parlamento di decidere sull’autorizzazione a procedere. Se si vota per l’arresto ci si erge a giudici senza conoscere le carte, se si vota contro, si fa in ogni caso la figura di chi vuole difendere una rendita di posizione.

La soluzione?
Esiste l’istituto del voto segreto no? Altrimenti aboliamolo. Ecco, questo è uno dei casi nei quali si sarebbe dovuto utilizzare.

Il Pdl è addirittura uscito dall’emiciclo.
Rispetto la scelta d’aula del Pdl, ma non la condivido. Hanno voluto consegnare l’intera responsabilità della decisione al Pd. Era anche l’unico modo per tenere unito il partito.

Ma il fumus persecutionis c’era o no?
Carte in mano, qualche perplessità c’è. Non si capisce perché non si sia istruito subito il processo in presenza di un reo confesso. E non capisco nemmeno perché si debba utilizzare a distanza di mesi dall’inizio dell’indagine lo strumento della carcerazione preventiva.

Lusi trascinerà con sé altri nella sua caduta?
Sicuramente altri elementi, e sicuramente questa partita non si è chiusa con quel voto. Certo è che doveva tirare fuori prima tutto quel che sapeva. Così sembra un po’ ricattatorio.

Siamo di fronte ad una seconda Tangentopoli?
Non lo so. Certo è che se lo siamo, ancora una volta la risposta della politica è tiepida.

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3 Commenti

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