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Caffarra: dite che ho un’amante, non che sono contro il Papa

ottobre 6, 2014

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7 Commenti

  1. oikos scrive:

    comunque i divorziati risposati se vogliono ricevere il sacramento della eucarestia e vogliono sposarsi in chiesa non hanno da fare altro che convertirsi all’ortodossia

    • daniela scrive:

      Tutti ci dobbiamo convertire…verso il volto di Cristo e contemplando i suoi occhi lasciare che ci doni il Suo sguardo!

      • Valentina scrive:

        “Tutti ci dobbiamo convertire”. La stessa cosa che dicono i fanatici dell’Islam. Tutti si devono convertire. Naturalmente ognuno vorrebbe che tutti gli altri si convertissero alla sua fede. Tutti si devono convertire al cristianesimo, tutti si devono convertire all’Islam, a seconda dei punti di vista. Tutti DEVONO, è un obbligo. La libertà di scelta personale non è nemmeno contemplata, non si prende nemmeno in considerazione il diritto di ognuno di scegliere a quale fede convertirsi o di non convertisi a nessuna fede. Tutti devono. Eh, no, spiacente. Si deve convertire a una qualsiasi fede chi si VUOLE liberamente convertire. Io non voglio convertirmi a nessuna fede, sto benissimo così, grazie.

        • "Tutti ci dobbiamo convertire" scrive:

          Guarda che il “tutti ci dobbiamo convertire” è riferito ai CRISTIANI che devono rivolgersi al volto di Cristo, cioè essere suoi discepoli, se cercano il loro vero bene. Non al fatto che tutti sono obbligati alla conversione, nel senso di accettazione con la forza di un qualche credo religioso.

          Sei sprofondata a tal punto nei tuoi pregiudizi che ti lanci nei tuoi commenti senza nemmeno darti la pena di capire cosa hanno scritto gli altri.

  2. Saverio scrive:

    E quando S. Paolo resistette in faccia a S. Pietro?
    E quando S. Tommaso d’Aquino – della cui ortodossia non è lecito dubitare, tanto più su un tema di questa portata – ricorda che non si deve obbedire in tutto ai prelati, ma piuttosto si deve resistere loro ove vi sia un pericolo per la fede e cita proprio il caso del sottoposto Paolo che disobbedisce a Pietro?
    Del vescovo Paolo che resiste in faccia al Vicario di Cristo, a S. Pietro?
    Mi spiace, Mons. Caffarra, ma Lei ha torto, un grave torto ad impostare in questi termini assiologici il Suo ragionamento.
    Ignoriamo ciò che avverrà domani, ma resta che le Sue affermazioni di principio sono erronee.
    Ponderi con attenzione, La prego, le gravissime responsabilità che si prende, perché queste Sue affermazioni non verranno dimenticate quando “liber scriptus proferetur/in quo totum continetur/unde Carolus iudicetur…”.
    Le verrà chiesto, eccome se avverrà, se ha insegnato ad obbedire a Dio o ad obbedire agli uomini.
    Ci ripensi Eminenza, ne va della salute delle anime.
    Non solo della Sua.
    In spirito di carità.
    Saverio Nemo

  3. Valentina scrive:

    Parole impressionanti, quelle del Cardinale: “Se un vescovo ha un pensiero contrario a quello del Papa se ne deve andare, ma proprio se ne deve andare dalla diocesi. Perché condurrebbe i fedeli su una strada che non è più quella di Gesù Cristo. Quindi perderebbe se stesso eternamente…” . Cioè, in pratica un vescovo non può pensare con la sua testa, ma deve pensare come vuole il Papa. Se non la pensa come il Papa, non c’è più posto per lui, se ne deve andare. Non c’è altra scelta: o la pensa come il Papa, e allora può restare dov’è, o pensa con la propria testa, e allora deve sloggiare. Se non la pensa come il Papa è perduto per sempre. Ma è spaventoso! Il Papa è anche lui un uomo che può sbagliare e, in ogni caso, non ci si può annullare a tal punto. Obbedire a un superiore è giusto e doveroso, in qualsiasi ambito della vita, religiosa o no. Ma a tutti dev’essere comunque garantito il diritto alla libertà di pensiero. Ma scherziamo? Tutti hanno il diritto di pensare con la propria testa. Anche i religiosi.

    • Come sopra! scrive:

      Come sopra! Prima di lanciarti nei tuoi commenti devi capire quello che gli altri scrivono e di cosa si sta parlando.

      Il cardinale Caffarra dice che un vescovo che portasse i propri fedeli in una direzione contraria agli insegnamenti del Vangelo e al Magistero della Chiesa, quindi contraria anche al Papa nei suoi pronunciamenti “ex cathedra” – espressione che nella dottrina cattolica designa la condizione in cui il papa gode della funzione di pastore e dottore della Chiesa, quando definisce un dogma di fede o un articolo di morale – sarebbe meglio che se ne andasse dalla sua diocesi perchè indurrebbe i fedeli a lui affidati a perdere la Fede, ad allontanarsi da Gesù Cristo. Infatti nei pronunciamenti ex cathedra il papa non inventa nulla, conferma soltanto quello che Gesù Cristo ha detto e che non è diminuibili, incrementabile, cambiabile.

      Solo tu – per il troppo ragionamento distorto dai troppi pregiudizi e la troppo poca osservazione – puoi pensare che il cardinale Caffarra stia dicendo che tutti devono essere dei replicanti del pensiero del papa in ogni sua parola: “mi piace il mate” e allora ciascuno deve pensare che gli piace il mate!

      Sveglia!

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