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«Ventimiglia ha accolto i migranti. Ma esistono tanti varchi per passare il confine…»

giugno 17, 2015 Chiara Rizzo

Intervista al sindaco della città ligure, Enrico Ioculano (Pd), che vive in prima linea l’emergenza migranti. «Vogliono passare la frontiera ma ci sono stati altri respingenti»

Enrico Ioculano, ventottenne sindaco Pd di Ventimiglia, ha vissuto ieri una giornata infernale, iniziata alle sette e trenta con un blitz delle forze dell’ordine italiane nella scogliera dei Balzi rossi, dove da qualche giorno un gruppo di migranti si era fermato in attesa di sconfinare in Francia, mentre la gendarmerie d’Oltralpe chiudeva la frontiera. Ieri mattina due persone sono state fermate, ci sono stati momenti di tensione, ma alla fine la maggior parte dei migranti è stata portata in Stazione dove è accudita dalla Croce rossa.

Lei in questi giorni ha detto che «i migranti fanno bene a passare il confine. Se conoscessi altri varchi per farlo, glieli direi». Esistono punti da cui si può passare in Francia senza essere visti e sono percorribili dai migranti?
La nostra è una città che ha un confine di decine di chilometri, non certo ristretto sui due passaggi presidiati dalle forze di polizia. Sentieri alternativi ce ne sono. La mia è una “battuta”, diciamo così. Ma negli anni queste strade alternative sono sempre state percorse, anche senza il mio suggerimento.

Il governo l’ha aiutata?
Sì. In particolare sono in contatto con il ministro Pinotti dal primo giorno di quest’emergenza. Il ministro si è fatta sentire più volte e ci ha dato una mano, per esempio quando giovedì ci siamo trovati, nel giro di 12 ore, centinaia di migranti e avevamo bisogno di contattare il ministero degli Interni per organizzare gli aiuti. È stata lei ad aiutarci a sbloccare la situazione.

Come sta rispondendo la città?
Ci sono 200-300 persone che arrivano ogni giorno. Fino alla settimana scorsa e da circa un mese c’erano arrivi continui di migranti, ma con numeri inferiori. Ogni sera arrivano circa 50-60 persone che ripartono all’alba verso la Francia. In questi giorni la situazione si è aggravata e l’aiuto della Croce rossa è stato indispensabile per alleviare i disagi dei residenti. Ma ho visto una grande mobilitazione da parte delle associazioni locali di volontariato. Hanno portato aiuti di ogni tipo, ad esempio vestiti ed alimenti, per dare man forte alla Croce Rossa e alla Caritas.

Cosa vogliono fare i migranti?
Vogliono passare la frontiera. Ci sono stati altri respingenti da parte della gendarmerie e mi auguro che la cosa possa risolversi al più presto.

Foto Ansa


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3 Commenti

  1. Jens says:

    Non possono farli passare direttamente per le montagne? OK, non sarà il massimo, però di certo la gendarmerie non potrà controllare ogni singolo kilometro del confine italia-francia.

  2. Franz says:

    “Siamo qui per essere venduti”: così i migranti – quasi tutti subsahariani – che sono parcheggiati nel centro di raccolta di Zaouia, in Libia, un 50 chilometri ad ovest di Tripoli. Due inviati di Le Monde sono riusciti a avvicinarli (non si conoscono i particolari): come risultai dai loro agghiaccianti racconti, diversi sono rtimasti vittime di retate delle ‘autorità’ libiche della zona e del momento.
    “Le autorità ci accusano di voler partire per l’acqua, ma è falso”, dice uno (Le Monde lo mostra in video): “C’è chi viene preso in casa, negli appartamenti, altri sono presi per strada; come me, io sono stato preso per strada”.
    “I veri traghettatori sono loro”, spiega un compagno. “Dicono agli europei che ci hanno catturato in mare ma è falso! Ci stanno vendendo. Sono loro che gestiscono la prigione e organizzano le partenze per andare in Italia. Sono padroni di appartamenti in riva all’acqua, raccolgono la gente nelle ‘connection houses’. La ‘connessione’ sono loro, la fanno tra di loro, è il loro business. Siamo qui per essere venduti, alcuni a quasi mille dinari (libici). Mangiamo pochissimo, Quando arrivate voi giornalisti, fanno finta, è organizzato”.

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