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Venezuela. Vaticano attacca Maduro: «Sospenda la Costituente, fomenta tensione e scontri»

agosto 4, 2017 Redazione

È in programma domani l’insediamento dell’assemblea costituente. La Santa Sede chiede al governo di rispettare diritti umani e libertà fondamentali

Pope Francis (L) speaks with Venezuelan President Nicolas Maduro during a private audience in the pontiff's library on June 17, 2013 at the Vatican. ANSA/AFP/POOL

tratto dall’Osservatore Romano – È in programma domani l’insediamento dell’assemblea costituente venezuelana, eletta domenica scorsa per volere del presidente Nicolás Maduro. Un organismo fortemente contestato sin dall’inizio dall’opposizione e non riconosciuto dalla maggioranza dei paesi della comunità internazionale. La giornata si prospetta ad alta tensione, dal momento che i deputati del parlamento, dove l’opposizione ha la maggioranza, hanno invitato la popolazione a scendere in piazza in concomitanza con l’insediamento della costituente.

L’assemblea, composta da 545 membri, tra i quali figurano anche la moglie e il figlio del presidente Maduro, avrà ampi poteri. In particolare potrà modificare le leggi in vigore e intervenire sulla magistratura. Lo scontro istituzionale è a livelli molto alti. Sulla nuova costituente pende un’inchiesta del procuratore generale, Luisa Ortega Díaz, che ha chiesto a un tribunale di Caracas l’annullamento dell’insediamento. L’iniziativa è giunta dopo una denuncia sulla manipolazione dei risultati elettorali avanzata da Smartmatic, la società che da oltre un decennio è responsabile del supporto logistico per le elezioni.

Sul fronte internazionale la Casa Bianca ha reso noto che non riconoscerà l’assemblea costituente, giudicata un «prodotto illegittimo di un processo scorretto messo in moto dalla dittatura di Maduro, con lo scopo di attaccare la democrazia». Le elezioni di domenica sono servite a inserire nella nuova assemblea tutti i politici fedeli al presidente, ha dichiarato il portavoce del dipartimento di stato, Heather Nauert. «Il processo è stato truccato dall’inizio, dal modo irregolare in cui le elezioni sono state indette», ha affermato Nauert. «In un paese che già soffriva di malnutrizione, il regime ha minacciato che chi non avesse votato avrebbe perso l’accesso al cibo, alla pensione e ai benefit lavorativi», ha aggiunto. L’Organizzazione degli stati americani (Osa) e il Mercosur hanno convocato riunioni ad alto livello per i prossimi giorni, per decidere come affrontare la crisi. Un altro summit è stato organizzato dal presidente peruviano, Pedro Pablo Kuczynski, per l’8 agosto. Il Paraguay ha annunciato che intende arrivare a una «soluzione definitiva» riguardo all’espulsione del Venezuela dal Mercosur, l’Argentina ha fatto sapere che «il Venezuela deve essere sospeso definitivamente», mentre Brasile, Canada, Cile, Colombia, Costa Rica, Guatemala, Honduras, Messico, Panamá e Paraguay hanno confermato la loro partecipazione all’incontro di Lima.

Ma Maduro sembra deciso ad andare avanti con l’insediamento della costituente, i cui membri già promettono misure drastiche contro il parlamento e contro il procuratore generale Ortega Díaz. Il presidente respinge le accuse di manipolazione dei risultati del voto. Secondo il partito al potere, le consultazioni di domenica sono state il più grande successo elettorale della storia della rivoluzione bolivariana. Maduro ha inoltre annunciato che «bisognerà togliere l’immunità parlamentare a chi la usa come garanzia di impunità», mentre sua moglie, Cilia Flores, e l’ex ministra, Iris Varela, elette alla costituente, hanno minacciato un «castigo esemplare» per coloro che hanno «appoggiato la sovversione» come Ortega Díaz, che, hanno detto, «finirà in manette e dietro le sbarre». Da parte sua il procuratore generale mantiene la sua posizione intransigente, denunciando «il quadro fraudolento, illegale e incostituzionale» della costituente e lanciando un appello alla comunità internazionale, perché reagisca dinnanzi a una riforma «fatta ai margini della costituzione, con una serie di eventi contrari allo stato di diritto».

La Santa Sede — si legge in un comunicato della Segreteria di Stato diffuso il 4 agosto — esprime nuovamente la sua profonda preoccupazione per la radicalizzazione e l’aggravamento della crisi nella Repubblica Bolivariana del Venezuela, con l’aumento dei morti, dei feriti e dei detenuti. Il Santo Padre, direttamente e tramite la Segreteria di Stato, segue da vicino tale situazione e i suoi risvolti umanitari, sociali, politici, economici e anche spirituali e assicura la sua costante preghiera per il Paese e tutti i venezuelani, mentre invita i fedeli di tutto il mondo a pregare intensamente per questa intenzione.

In pari tempo, la Santa Sede chiede a tutti gli attori politici, e in particolare al Governo, che venga assicurato il pieno rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali, nonché della vigente Costituzione; si evitino o si sospendano le iniziative in corso come la nuova Costituente che, anziché favorire la riconciliazione e la pace, fomentano un clima di tensione e di scontro e ipotecano il futuro; si creino le condizioni per una soluzione negoziata in linea con le indicazioni espresse nella lettera della Segreteria di Stato del 1° dicembre 2016, tenendo presenti le gravi sofferenze del popolo per le difficoltà a procurarsi il cibo e le medicine, e per la mancanza di sicurezza. La Santa Sede rivolge, infine, un accorato appello all’intera società affinché venga scongiurata ogni forma di violenza, invitando, in particolare, le forze di sicurezza ad astenersi dall’uso eccessivo e sproporzionato della forza.

Foto Ansa

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